Psicodramma a Salerno in casa M5s. Tre mesi di scremature e votazioni rischiano di andare in fumo. Il candidato sindaco Oreste Agosto, uscito vincente dall’assemblea del 7 febbraio, viene “sfiduciato” perché ufficialmente accusato di indebite pressioni prima del voto. Ma i suoi elettori lo difendono con un documento e contrattaccano: “E’ stato un risultato limpido e democratico, Agosto vittima di una pregiudiziale al nostro interno: è troppo antideluchiano”. E’ la sintesi estrema di un problema politico e di un paradosso: quella che era ed è sempre stata l’unica opposizione seria in città – persino gli ex candidati sindaci di Forza Italia sono finiti nel blocco pro De Luca – ora avrebbe paura di appuntarsi al petto questa medaglia. Il quadro è il seguente: i parlamentari locali sono divisi, i tre meetup sono in conflitto, nelle assemblee viaggiano documenti non firmati farciti di accuse dure, ci sono attivisti che sentendosi tirati in causa nelle accuse di ‘indebite ingerenze telefoniche’, vietate da norme e prassi del movimento grillino, hanno reagito rendendo pubblici i loro tabulati. Risultato: la votazione che avrebbe individuato nell’avvocato Agosto il candidato sindaco da contrapporre a 20 anni di deluchismo dilagante, è minata da una sfiducia ad Agosto che punta al ritiro della sua candidatura e manda in frantumi mesi di lavoro iniziati con l’assemblea del 15 novembre 2015: i 98 curriculum degli aspiranti consiglieri, i 57 video, i 33 ‘candidabili’ al consiglio comunale poi ridotti a 27 dopo un ulteriore filtro e l’applicazione di nuove regole a partita in corso. A cominciare da quella, valida solo per le grandi metropoli ma poi traslata anche sulle città medie dopo il caso Quarto, che non può candidarsi nel M5s chi alle elezioni precedenti si era candidato in liste avversarie. Come nel caso di Dante Santoro, nel 2011 in campo con una lista civica di Vincenzo De Luca. Ora Santoro, che aspirava ad essere il candidato sindaco, è fuori dai giochi e starebbe preparando due liste indipendenti e fuori dal Movimento.

Ma di cosa è incolpato Agosto, individuato come candidato sindaco con 92 voti, 21 in più del competitor Nicola Provenza (votarono in 164 su una base elettorale di 288 persone)? Ufficialmente, di aver violato un articolo del Non Statuto perché avrebbe telefonato a uno dei votanti screditando l’avversario come “gradito agli ambienti comunali” (traduzione: gradito al mondo di De Luca), e chiedendo un’investitura diretta. Ufficiosamente, Agosto è nel mirino perché troppo antideluchiano: sarebbe l’opinione, ovviamente legittima, di un gruppo di attivisti grillini che pur non mettendola nero su bianco, ritiene Agosto un nome di ‘totale rottura’ e di impossibilità al dialogo con buona parte della città. Agosto è l’avvocato che ha scritto i ricorsi contro l’edificazione del Crescent e per far dichiarare De Luca decaduto dalla carica di primo cittadino di Salerno perché incompatibile con il ruolo di viceministro del governo Letta. In quest’ultima battaglia, da legale del M5s, ha inchiodato De Luca e i suoi sodali a una sconfitta clamorosa di cui si è parlato a lungo. L’attuale Governatore Pd della Campania un anno fa è stato rimosso da sindaco con il marchio di politico che aveva violato una legge dello Stato.

Non è stato un percorso semplice quello concluso con l’individuazione (in bilico) di Agosto. A novembre ha vinto Santoro, un ex deluchiano, con una base elettorale che comprendeva anche gli iscritti al blog di Grillo. Poi le regole sono cambiate, Santoro è uscito, si è andati avanti a botte di assemblee senza gli iscritti al blog e di riunioni convocate in maniere più o meno rituali. Il 5 febbraio, due giorni prima della votazione, si insedia una commissione che dovrebbe ‘processare’ i 33 candidabili per verificare se ci sono infiltrati. Il 7 febbraio l’assemblea conclusa con la vittoria di Agosto. Il 19 febbraio, nuova assemblea convocata tramite Facebook dal parlamentare Mimmo Pisano. Lì è sbucato un documento non firmato che attribuiva ad Agosto, a nome di tutti i candidabili al consiglio comunale, i comportamenti scorretti per i quali si è avanzata la sfiducia. Qualcuno dei candidabili se ne è però dissociato, chiedendo perché questi comportamenti non siano stati denunciati prima del voto, ed ha a sua volta promosso un contro documento con 70 firme raccolte in assemblea che ha ribadito sostegno ad Agosto. “A nostro avviso, tale attuale iniziativa di disaggregazione persegue un disegno politico portato avanti già dal primo momento – si legge – teso ad impedire ad ogni costo e pregiudizialmente la candidatura di Oreste Agosto, ben conosciuto ed apprezzato per i suoi interventi legali a sostegno delle iniziative e delle strutture organizzate del Movimento 5 stelle, perché considerato “troppo antideluchiano” e, secondo alcuni, “imposto dai parlamentari salernitani”. Non da tutti, per la verità. Agosto avrebbe l’appoggio di Andrea Cioffi e Mimmo Pisano, ma non quello di Silvia Giordano ed Angelo Tofalo. Il documento si chiude con l’invito ad Agosto di dare immediatamente il via “alla procedura prevista per la certificazione della lista”. Prima che il gruppo a lui avverso ne presenti un’altra e costringa Grillo a un intervento diretto sul caso Salerno.