Per tre giorni Lupin diventerà un personaggio in carne ed ossa: il famoso ladro gentiluomo approderà in 250 sale italiane il 22, 23 e 24 febbraio in un lungometraggio dal titolo “Lupin III”, diretto da Ryuhei Kitamura e girato tra Giappone e Thailanda. Non si tratta del primo film dedicato al manga giapponese: nel 1979 fu il maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki a dedicargli un lungometraggio.

Nonostante questo alla produzione di Kitamura spettano comunque due primati: quello di essere il primo live action e, soprattutto, quello di aver ottenuto l’approvazione del padre del manga, Monkey Punch, che lo creò quasi 50 anni fa, dando il via alla saga divenuta celebre grazie al cartone animato. Punch, che non aveva espresso apprezzamenti sui film precedenti, questa volta ha deciso di partecipare a parte delle riprese, prestandosi a un cammeo e ufficializzando così la sua benedizione.

Nel film non manca nessuno: c’è Jigen con la sua infallibile mira affiancato da Goemon, l’affascinante Fujiko, che conserva il nome giapponese al posto del più europeo Margot, e l’instancabile ispettore Zenigata. La banda di ladri questa volta sarà impegnata a rubare un gioiello dal valore inestimabile chiamato “Cuore cremisi di Cleopatra”, custodito all’interno dell’Arca di Navarone, una gigantesca cassaforte di massima sicurezza.

A Zenigata il compito di ostacolare la riuscita del piano senza cadere nelle trappole della banda di ladri, che si muove sull’insostituibile 500 gialla. A cambiare è solo il colore della giacca di Lupin, che dopo essere stata verde, rossa e rosa, adesso diventa blu. Anche le voci dei doppiatori della versione italiana saranno le stesse del cartone animato trasmesso su Italia Uno, mentre gli attori scelti sono tutti giapponesi. In onore dell’avvicinarsi della trasposizione cinematografica Italia Uno sabato 13 febbraio ha dedicato il suo palinsesto all’ultima serie di Lupin, trasmettendo dalle 19 fino a notte inoltrata tutti gli episodi sulle avventure del ladro.

Il fumetto di Monkey Punch è liberamente ispirato ai romanzi sul ladro gentiluomo Arsène Lupin, scritti da Maurice Leblanc: il personaggio disegnato dal fumettista giapponese è infatti il nipote del bandito descritto da Leblanc. Nonostante il manga sia stato creato per un pubblico adulto, nella sua trasposizione televisiva le molte allusioni sessuali e lo stile provocante tipico di alcune versioni “anime” sono state “alleggerite” permettendo al cartone di diventare uno degli appuntamenti fissi con la tv più amati dai bambini.