Gli insegnati sono pronti a preparare di nuovo la valigia. Dopo settimane di trattativa, i sindacati hanno firmato il contratto sulla mobilità che registrerà, secondo i dati della Uil, 250 mila domande. Un trasferimento di massa verso i famosi ambiti territoriali che con la sigla di questo contratto entrano ufficialmente in vigore. Un accordo che ha il sapore del compromesso e che scontenta oltre alla Gilda che non l’ha siglato, l’Associazione nazionale presidi che lo ha definito “una controriforma”. L’unica certezza è che ora sono state definite le regole che i docenti attendevano da mesi per decidere che fare della loro vita.

Intanto i tempi: entro trenta giorni il ministero dell’Economia e il dipartimento della Funzione Pubblica procederanno alla prevista certificazione prima di trasmettere l’atto alla Corte dei Conti per la registrazione. Si calcola che le domande di mobilità potranno essere presentate a partire da metà marzo.

Una rivoluzione per i professori e i maestri che fino allo scorso anno cambiavano scuola in base al punteggio accumulato con gli anni di servizio e con i titoli richiedendo una o più sedi. Ora cambia tutto. Vediamo come. I docenti assunti entro l’anno scolastico 2014/2015 potranno fare domanda di mobilità tra scuole all’interno della provincia di titolarità, altrimenti tra i famosi ambiti. Se saranno fortunati finiranno assegnati alle scuole del primo ambito richiesto, altrimenti dovranno aspettare la chiamata del dirigente scolastico di una scuola di uno degli altri ambiti richiesti.
Diversa la situazione per i professori che sono stati assunti quest’anno nella fase zero ed A del piano della “Buona Scuola”: per loro è prevista la sede definitiva nella provincia in cui hanno preso servizio. Unica “vittoria” spuntata per questi insegnanti è l’abolizione del vincolo a restare in quella provincia per tre anni: ora potranno fare domanda per andare in altre sedi ma sempre negli ambiti territoriali e in subordine agli altri aspiranti.

Destinati ai famosi ambiti saranno anche gli insegnanti assunti nelle cosiddette fasi B e C, provenienti dal concorso: loro otterranno una sede nell’ambito della provincia dove sono stati assunti anche se potranno fare domanda anche per finire nelle “liste” delle altre province. Un buon risultato per Mimmo Pantaleo, segretario della Flc Cgil che non nasconde, tuttavia, una certa delusione nei confronti del Governo: “Abbiamo messo in discussione i criteri della 107. Rimane il problema delle fasi B e C dove la Legge rigida non dà la possibilità di andare su sedi ma solo su ambiti: bisogna cambiare la Legge, non basta il contratto. La vittoria è aver rinviato a una apposita sequenza contrattuale le procedure, le modalità e i criteri attuativi per l’assegnazione dei docenti che le scuole acquisiranno al termine della mobilità sugli ambiti. Si tratta di un ulteriore momento negoziale per sottrarre questa delicata materia alla discrezionalità del dirigente. Il Governo se vorrà fare la chiamata diretta dovrà fare un successivo atto”.

E’ proprio questo passaggio che ha fatto alzare gli scudi all’Associazione nazionale presidi: “Trovo abnorme che si possa scavalcare la Legge con un contratto. Nessuno di noi vuole il preside clientelare ma un dirigente serio che sappia che ci sarà un comitato di valutazione che valuterà anche il suo operato. Sgomenta che si possa a livello sindacale raggiare una norma di Legge: la 107 va rispettata. Se non piace si cambia in maniera democratica”. A bocciare, invece, questo accordo è Rino Di Meglio della Gilda: “Gli altri sindacati ritengono di aver ottenuto dei risultati importanti, pensano di smontare la Legge 107 con la contrattazione, noi crediamo che si sia creata con questo contratto una disparità perché una parte dei docenti avrà la titolarità e un’altra sarà soggetta alla chiamata diretta. Ora bisogna aspettare che si stabiliscano le modalità tecniche: è spaventoso pensare che il precario della fase B e C dovrà far domanda in tutti gli ambiti a livello nazionale. Queste persone non avranno alcuna certezza di dove andranno a finire. I prossimi mesi saranno di grande confusione”.

Non la pensa così Lena Gissi, segretaria generale della Cisl scuola che in un comunicato ufficiale attacca chi critica la firma del contratto: “Abbiamo ottenuto un risultato importante facendo diventare oggetto di una sequenza contrattuale anche le procedure che regoleranno l’assegnazione della sede ai docenti all’interno degli ambiti territoriali. Chi ritiene che sia un risultato da poco, abbia il coraggio di dire che sarebbe stato meglio lasciar gestire in maniera unilaterale al ministero una partita come questa”.