“Ogni giorno che passa il legame tra il virus Zika e la microcefalia diventa più forte“. È quanto scrive Tom Frieden, direttore del Center for Disease Control and Prevention statunitense, sul profilo Twitter del New York Times. “C’è stato un caso di sindrome di Guillain-Barrè legata allo Zika virus in Usa – ha scritto in un altro tweet – ma è difficile trovare un legame causale”. Frieden ha ricordato anche le nuove linee guida del Cdc per le donne incinte, che consigliano di evitare i viaggi nei territori colpiti, e anche di astenersi dai rapporti o di usare il preservativo se il partner ha soggiornato nelle aree interessate dal virus. “Tutte le donne in gravidanza che hanno viaggiato in quei paesi dovrebbero fare il test“.

Una situazione, quella della diffusione del virus, che richiede la predisposizione di ingenti misure. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), riferisce a Reuters la direttrice del dipartimento dell’Oms per le malattie pandemiche ed epidemiche, cercherà pertanto di trovare 25 milioni di dollari da destinare a un programma semestrale per combattere Zika e per finanziare studi mirati a scoprire se il virus si trasmetta per via sessuale o con trasfusioni di sangue.

Diventa inoltre capillare la campagna di prevenzione: dopo che Oms e Nazioni Unite hanno preso posizione in merito alla necessità di garantire, nei Paesi maggiormente colpiti dal virus, la possibilità di far interrompere la gravidanza a tutte le donne, si unisce all’appello anche il segretario generale dell’Onu. Ban Ki Moon concorda con le posizioni espresse dall’Alto Commissario per i Diritti Umani Zeid Ràad al Hussein e con il capo dell’UNFPA: “È essenziale – ha dichiarato il suo portavoce Farhan Haq – che le donne abbiamo modo di controllare quando e come rimanere incinte”.

In Italia è stato intanto diagnosticato un caso di infezione di una persona che ha soggiornato in Brasile nella seconda metà del mese di gennaio. Si tratta del nono caso nel nostro Paese dal 2015 a oggi. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin fa sapere in proposito che il sistema di prevenzione e controlloin Italia è funzionante, ed è stato rafforzato. L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma ha attivato un percorso ambulatoriale per le malattie tropicali. Il personale sanitario che si trova a valutare soggetti con sospetto di infezione o con infezione confermata può contattare l’Ambulatorio di Malattie Infettive e Tropicali dell’Istituto, che è anche la struttura di riferimento identificata per il Piano Regionale Giubileo Straordinario.