Arriva dall’India la prima risposta al virus Zika, mentre il Brasile continua ad allungare la lista di casi di bambini nati con microcefalia. Il numero di casi confermati è aumentato in modo significativo. Rispetto ai 270 casi di una settimana fa, il ministero della Salute ha aggiornato il dato a 404 bambini. In 17 casi è stato possibile dimostrare che all’epoca della gravidanza la mamma era stata infettata da Zika (il conteggio precedente era di 6 casi). Le autorità sanitarie stanno indagando su 3.670 casi sospetti di microcefalia, con 72 bimbi morti a causa della malformazione. Solo a Rio de Janeiro, che in agosto ospiterà le Olimpiadi, sono stati segnalati 196 casi sospetti di microcefalia, due dei quali confermati.

Intanto una ditta farmaceutica indiana, la Biotech International Limited, ha annunciato di avere sviluppato il primo vaccino contro il virus Zika e di avere già presentato una richiesta per il brevetto. “Su Zika siamo probabilmente la prima società di vaccini al mondo ad avere presentato circa nove mesi fa una richiesta di brevetto per un vaccino”, ha dichiarato ai media il dottor Krishna Ella, a capo della compagnia farmaceutica. La ditta ha chiesto al governo indiano di potere compiere esperimenti su animali ed esseri umani. Biotech International Limited ha sede a Hyderabad, capoluogo dello Stato meridionale indiano di Andhra Pradesh.

L’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) ha dichiarato Zika una emergenza sanitaria globale e ha chiesto una risposta unitaria. Dall’Australia arriva la notizia che un programma sviluppato dagli scienziati contro la febbre dengue può essere modificato per prevenire la diffusione del virus Zika, di cui è portatrice la stessa specie di zanzara, la Aedes aegypti. La zanzara, che con le sue punture può trasmettere gli agenti virali anche della febbre gialla e di altre malattie letali, è prevalente nel nordest tropicale dell’Australia, dove è stato sviluppato un programma per combattere la trasmissione della dengue, sotto sperimentazione da due anni con risultati incoraggianti. Nella regione comunque non è stato finora denunciato alcun caso del virus Zika.

Il progetto Eliminate Dengue ha rilasciato nel 2014 nei sobborghi di Townsville e Cairns, le maggiori città del Nord Queensland, milioni di zanzare infettate con un batterio, resistente al virus della dengue detto wolbachia, che si diffonde tramite l’accoppiamento. Sono in corso simili sperimentazioni anche in Vietnam, Brasile e Colobia. A Townsville i casi di dengue si sono ridotti drasticamente nel 2015, senza alcuna insorgenza locale in 12 mesi.