È durato meno di una settimana il Muro della gentilezza allestito nel centro storico di Parma, sotto i portici di borgo delle Colonne. Come per la prima volta in cui era stata sperimentata nel quartiere dell’Oltretorrente, l’iniziativa anonima nata come gesto di solidarietà verso i più bisognosi sulla scia dei “Wall of kindness” spuntati in Iran, è sparita pochi giorni dopo aver fatto la sua comparsa in un’altra zona della città ducale.

“Se non ne hai bisogno, lascialo. Se ti serve, prendilo” era scritto sul cartello di fianco a sciarpe, guanti, pacchi di pasta e giacche a vento appesi su due fili fissati a una parete e offerti da mani generose a chiunque si trovasse in difficoltà. Neanche il tempo materiale di far girare la voce nel quartiere in modo che qualcuno potesse usufruire dei doni anonimi però, che i fili sono spariti e il Muro della gentilezza è tornato a essere quello di sempre: una parete spoglia come tutte le altre. Quello che è certo è che questa volta non sono stati gli agenti della municipale a ripulirla, come ha confermato l’assessore alla Sicurezza del Comune di Parma Cristiano Casa. “Non siamo intervenuti noi” ha spiegato a ilfattoquotidiano.it.

A metà gennaio, a sgomberare i regali anonimi lasciati con la stessa modalità sotto l’Ospedale vecchio, nel cuore del quartiere Oltretorrente, erano stati i vigili urbani, che erano intervenuti dopo un esposto di un cittadino e avevano trasferito tutto all’ufficio oggetti smarriti. “In questi casi i vigili sono costretti ad agire – continua Casa – se no rischiano un’omissione di atti d’ufficio. Capisco il gesto simbolico, ma rimane il fatto che l’iniziativa non era autorizzata, c’è una legge e va rispettata”. Questa volta però non c’è stato bisogno dell’intervento della municipale. A togliere gli indumenti potrebbero essere stati gli abitanti del palazzo su cui erano stati disposti i fili, oppure gli stessi organizzatori del gesto di solidarietà, anche se rimangono da capire le motivazioni, visto che l’iniziativa sembrava essere stata accolta con entusiasmo dai residenti della zona.

Così come è già successo però, non è detto che il Muro della gentilezza possa ritornare una terza volta in un altro quartiere di Parma, magari per sensibilizzare le persone sull’importanza della solidarietà gratuita verso il prossimo. L’amministrazione Cinque stelle però auspica che la prossima volta qualcuno degli organizzatori, che per ora rimangono anonimi, chieda un regolare permesso. “Il problema – sottolinea l’assessore Casa – è che se si ripresentasse in un altro luogo pubblico, il Muro della gentilezza andrebbe rimosso ugualmente. Non è un atto di repressione: se si volesse fare una cosa seria, basterebbe chiedere il permesso al Comune di allestirlo e sarebbe certamente concesso. Messa così invece, l’iniziativa sembra più una provocazione e purtroppo non possiamo non fare rispettare il regolamento, né mettere a rischio il lavoro degli agenti della municipale, che come dipendenti comunali ne devono rispondere”.