“Basta raccomandazioni che generano illegalità e corruzione”. È l’appello che Papa Francesco ha rivolto durante l’udienza in Vaticano davanti a 20mila membri del Movimento cristiano lavoratori. Per Bergoglio “nel mondo del lavoro, ma in ogni ambiente, è urgente educare a percorrere la strada luminosa e impegnativa dell’onestà, fuggendo le scorciatoie dei favoritismi e delle raccomandazioni. Qui sotto c’è la corruzione. Ci sono sempre queste tentazioni, piccole o grandi, ma si tratta sempre di ‘compravendite morali’, indegne dell’uomo: vanno respinte, abituando il cuore a rimanere libero. Altrimenti, ingenerano una mentalità falsa e nociva, che va combattuta: quella dell’illegalità, che porta alla corruzione della persona e della società. L’illegalità è come una piovra che non si vede: sta nascosta, sommersa, ma con i suoi tentacoli afferra e avvelena, inquinando e facendo tanto male”.

Più volte il Papa è intervenuto sul problema della disoccupazione sottolineando che “senza lavoro non c’è dignità” e puntando il dito contro “il lavoro disumano, il lavoro schiavo, il lavoro nero”. Ma anche sottolineando le discriminazioni nei confronti delle donne, “troppe volte licenziate perché incinte” e soggette a una “scandalosa disparità di retribuzione” .

Nel suo discorso al Movimento cristiano lavoratori il Papa ha ricordato che “l’apostolo Paolo incoraggiava a testimoniare la fede anche mediante l’attività, vincendo la pigrizia e l’indolenza; e diede una regola molto forte e chiara: ‘Chi non vuol lavorare, neppure mangi’. Oggi, invece, – ha aggiunto Bergoglio – ci sono persone che vorrebbero lavorare, ma non ci riescono, e faticano persino a mangiare. Voi incontrate tanti giovani che non lavorano: davvero, come avete detto, sono ‘i nuovi esclusi del nostro tempo’, e vengono privati della loro dignità. La giustizia umana chiede l’accesso al lavoro per tutti. Anche la misericordia divina ci interpella: di fronte alle persone in difficoltà e a situazioni faticose, penso anche ai giovani per i quali sposarsi o avere figli è un problema, perché non hanno un impiego sufficientemente stabile o la casa, non serve fare prediche; occorre invece trasmettere speranza, confortare con la presenza, sostenere con l’aiuto concreto”.

Per Francesco “occorre formare a un nuovo ‘umanesimo del lavoro’ perché viviamo un tempo dove si sfruttano i lavoratori con il lavoro schiavo, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo”.  Bergoglio ha aggiunto che “il lavoro dovrebbe unire le persone, non allontanarle, rendendole chiuse e distanti. Occupando tante ore nella giornata, ci offre anche l’occasione per condividere il quotidiano, per interessarci di chi ci sta accanto, per ricevere come un dono e come una responsabilità la presenza degli altri”. “Vi incoraggio – ha concluso il Papa – a dare testimonianza a partire dallo stile di vita personale e associativo: testimonianza di gratuità, di solidarietà, di spirito di servizio”.

Twitter: @FrancescoGrana