“L’Italia romana ha occupato Tripoli. Se ne pentirà“. La minaccia arriva dal numero due di al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, in un video di 23 minuti e 24 secondi il cui contenuto è stato rivelato dall’agenzia mauritana ‘al-Akhbar’, che ne ha ricevuto una copia. Nel filmato si avvertono anche gli “invasori” italiani che si pentiranno e che saranno “umiliati e sottomessi”.

Per Anabi, inserito a settembre 2015 dagli Usa nella lista dei terroristi più ricercati, quello in corso in Libia è un “complotto”, a partire dall’accordo firmato a dicembre a Skhirat dai rappresentanti dei parlamenti di Tripoli e Tobruk, fino alla cosiddetta “occupazione” da parte dell’Italia. Secondo il terrorista, “un generale italiano”, di cui non fornisce altri dettagli, “è a capo di un governo fantoccio di cui fa parte gente della nostra razza che ha venduto la sua religione”, alla stregua di quanto accadde in Iraq con “la nomina di Paul Bremer dopo la campagna criminale di George Bush“, per non parlare di come “il suo compagno di crimini Donald Rumsfeld ha insozzato Baghdad”.

Rivolgendosi ai partecipanti a quella riunione, Anabi ribadisce che Aqmi “non accetterà i risultati delle vostre conferenze e non tacerà di fronte ai vostri complotti. Se volete mettere le mani sulla nostra gente e le nostre risorse, dovrete passare sui nostri resti, poiché noi siamo un popolo che non si arrende, o vinciamo o moriamo”. Al termine del suo discorso, Anabi lancia una minaccia “ai nuovi invasori, i nipoti di (Rodolfo, ndr) Graziani”, con riferimento al generale che ricoprì diversi incarichi di comando in epoca fascista e durante le guerre coloniali italiane. “Vi morderete le mani pentendovi di essere entrati nella terra di Omar al-Mukhtar (il combattente libico che guidò la resistenza all’occupazione italiana, ndr) e ne uscirete umiliati e sottomessi, con il permesso di Dio”, ha avvertito il terrorista.

Nel video, che inizia con 8 minuti di estratti di rapporti e notizie pubblicati sui media e frasi pronunciate da responsabili libici, Anabi spiega che “con le rivoluzioni arabe l’Occidente crociato ha assistito al ritorno dei musulmani alla loro religione, ha preso atto del loro desiderio ostinato di applicare la sharia, e non ha trovato altro rimedio che tornare a occupare quei territori, mettendo le sue avide mani sulle ricchezze e sul petrolio e continuare a controllarli”.

Per Anabi “la minoranza euro-americana controlla il mondo in generale e la nostra ummah (comunità, ndr) musulmana in particolare”, mentre “chi non si rassegna e resiste è definito un terrorista ed è ricercato vivo o morto”, laddove “il concetto di terrorismo mira a diffamare il jihad”. Ai libici chiede di “trovare l’unanimità, unificare i discorsi, ordinare le fila e chiarire le divergenze” contro il “complotto” in corso. “La culla delle conquiste nel grande Maghreb è stata consegnata senza colpo ferire a un generale italiano che ruba le sue risorse, umilia i suoi uomini e viola i suoi simboli sacri. Non sarebbe stato meglio se la riunione di Skhirat fosse stata destinata alla liberazione di Ceuta e Melilla?”, si chiede Anabi con riferimento alle due enclave spagnole nel nord del Marocco.