“L’islam è il cancro, Pegida la cura”. “Questa è la Germania non l’Afghanistan“. Applausi dai militanti del movimento anti-islamico. E la folla che grida ripetutamente “espulsioni, espulsioni”. A Colonia, dopo le molestie a Capodanno con il numero di denunce salite a 379 – dalle 170 di ieri – che vedono coinvolti diversi migranti e molti nordafricani, è il giorno dei cortei. Prima coi flash mob in difesa delle donne, poi, nel pomeriggio, la protesta è politica. E il clima teso. Da una parte ci sono gli islamofobi di Pegida, dall’altra gruppi antirazzisti, che però non vengono mai a contatto. Un clima che diventa aggressivo quando ultranazionalisti e hooligans lanciano bottigliepetardi. La polizia allora reagisce con alcune cariche e usa gli idranti contro i manifestanti di destra. A quel punto il corteo si interrompe definitivamente per evitare ulteriori disordini mentre a poche decine di metri è in corso il corteo degli anti-razzisti. Diverse persone sono state arrestate e quattro ferite. Tra loro ci sarebbe anche un giornalista.

Nelle ore in cui Angela Merkel e il suo partito, la Cdu, annunciano l’intenzione di espellere i migranti condannati e a inasprire le regole per le procedure d’asilo, per le strade di Colonia sfilano da una parte i 450 militanti di Pegida, gli hooligans di Hogesa (Hasta la vista Salafista, legato agli ultras del calcio che il 26 ottobre 2014 a Colonia si scontrò con la polizia durante una dimostrazione contro i salafiti), e il partito di estrema destra Pro Koehln. In tutto 1700 persone, di cui la metà hooligans. Dall’altro circa 1300 – molte delle quali donne – delle ‘leghe’ anti-razziste. Una città iperpresidiata, con 1.700 agenti schierati insieme a qualche centinaio di colleghi della polizia federale e centinaia di uomini a cavallo. Poi blindati e cannoni d’acqua mentre un elicottero sorvolava continuamente la Breslauer Platz (la piazza sul lato nord della stazione centrale) dove sfilava la destra. 

Colonia, da 170 le denunce salgono a 379 – Nelle precedenti uscite di Pegida a Colonia, non si era mai andati oltre i 300 partecipanti: il movimento, a differenza di quanto avvenuto a Dresda e in altre città della Sassonia, non è mai riuscito a prendere piede nei Laender occidentali. Il coinvolgimento del partito di estrema desta deriva dal fatto che la polizia tedesca ha fatto sapere questa settimana di avere identificato 32 persone sospettate di avere giocato un ruolo negli attacchi a Colonia, precisando che 22 di loro erano richiedenti asilo in Germania.

Intanto le denunce per le violenze della notte di San Silvestro continuano a crescere. La polizia di Colonia ha riferito che il numero di donne che ha presentato denuncia per le aggressioni sessuali e i furti subiti è salito a 379. Per circa il 40% dei casi si tratta di aggressioni sessuali e nella maggior parte dei casi gli aggressori vengono descritti come uomini nordafricani. Il precedente bilancio era di 170 denunce.

Senza fornire numeri precisi sugli indagati, il portavoce della polizia ha detto che “si tratta in maggior parte di richiedenti asilo e persone che si trovano illegalmente in Germania“. Le autorità stanno valutando, ha spiegato, se sia possibile accusare i sospetti di reati concreti e di quale grado.

Cdu: “La sicurezza è requisito di libertà” – La cancelliera, intanto, a conclusione della due giorni di seminario della Cdu a Mainz, ha ribadito ancora una volta che “nella notte di Capodanno sono avvenuti atti criminali disgustosi che richiedono risposte energiche” e ha annunciato la proposta di inasprimento delle regole anche per le procedure d’asilo: si può perdere il diritto al procedimento in caso di reati, anche per quelli in cui è prevista la sospensione condizionale. Cambiamenti che, ha detto, “sono nell’interesse dei tedeschi e della maggior parte di migranti” e che verranno presentati ai partner socialdemocratici della ‘Grosse Koalition’ con la quale è al governo per arrivare presto a un accordo.

La cosiddetta Dichiarazione di Magonza, approvata oggi dalla Cdu, propone di alleggerire le limitazioni per il rimpatrio di chi compie reati (attualmente per l’espulsione bisogna essere stati condannati ad almeno due anni di prigione), chiede di obbligare gli immigrati a sottoscrivere un “accordo vincolante di integrazione” e di dare maggiori poteri alla polizia per realizzare controlli.

I conservatori tedeschi insistono sul tema della sicurezza, che “è un requisito per la libertà”, e chiedono rafforzamenti su controlli della polizia, videosorveglianza nelle stazioni dei trasporti pubblici e sui mezzi di trasporto e aumento delle pene per chi aggredisce forze di sicurezza e membri dei servizi di emergenza. La Cdu propone inoltre di inasprire le leggi contro le violenze sessuali, chiedendo che vengano considerate stupro quando la vittima abbia detto chiaramente ‘no’, anche se non ci sia violenza, e che vengano puniti in sede penale tanto le molestie sessuali quanto i palpeggiamenti.

“L’integrazione esige il rispetto del nostro modo di vivere, della nostra legge e della nostra cultura, nonché di apprendere la nostra lingua”, si legge nel documento, in cui la Cdu chiede l’introduzione di “accordi vincolanti di integrazione” in cui si precisino i diritti e i doveri sia dello Stato che del migrante. Queste “leggi del dovere di integrazione” devono comprendere sanzioni, come tagli alle prestazioni sociali, prosegue il testo. Solo nel 2015 la Germania ha ricevuto circa 1,1 milioni di richieste di asilo.

Ministro Giustizia: “Inasprire legge su reati sessuali” – Sul progetto di legge che inasprisce la legge sui reati sessuali, e peraltro previsto da tempo, interviene sulla Bild il ministro della Giustizia Heiko Maas. “Bisogna colmare le lacune che esistono nella legge sui reati sessuali”, ha spiegato al quotidiano. In futuro dovranno dunque essere considerati casi di violenza sessuale anche quelli in cui la vittima non è costretta attraverso atti violenti ma anche attraverso minacce dal suo aggressore o in casi in cui la vittima tema di essere oggetto di violenze.

Finora l’ordinamento penale classifica come stupro solo l’aggressione sessuale in cui la vittima sia stata colpita, la sua vita sia stata minacciata o si sia trovata in una situazione in cui è indifesa. “Una modifica della legge contribuirà a spingere le donne aggredite a sporgere denuncia e farà sì che le aggressioni sessuali vengano adeguatamente punite”, ha affermato il ministro Manuela Schwesig.