Madre Teresa di Calcutta sarà santa nel 2016. Lo ha deciso Papa Francesco che, nel giorno del suo 79esimo compleanno, ha voluto dare il via libera definitivo alla canonizzazione della suora albanese Premio Nobel per la pace nel 1979. La data della cerimonia, che avverrà durante l’Anno Santo, sarà molto probabilmente domenica 4 settembre 2016 quando in Vaticano si svolgerà il Giubileo degli operatori e dei volontari della misericordia. Il miracolo che consentirà a madre Teresa di essere proclamata santa riguarda la guarigione di un uomo, oggi 42enne, ridotto in fin di vita da ascessi multipli cerebrali con idrocefalo ostruttivo e già sottoposto a trapianto renale e in terapia con immunosoppressori, come si legge nella diagnosi. Un caso clinico estremamente critico con una prognosi decisamente infausta, che a fronte di una terapia inefficace e senza intervento chirurgico si risolve repentinamente, nel dicembre 2008, in modo completo e duraturo. Una guarigione dichiarata all’unanimità scientificamente inspiegabile dalla consulta medica della Congregazione delle cause dei santi. Parere pienamente positivo anche dai cardinali e vescovi membri del dicastero vaticano che si occupa delle beatificazioni e canonizzazioni.

All’epoca dei fatti il “miracolato”, ingegnere di professione, aveva 35 anni e si era da poco sposato. Aveva cominciato il suo calvario nei primi mesi del 2008. Alla fine dell’anno gli vennero diagnosticati otto ascessi al cervello. Le cure ospedaliere non sortirono alcun effetto e il quadro clinico precipitò ulteriormente a causa dell’insorgere dell’idrocefalia. L’intervento avrebbe dovuto scongiurare la morte imminente. Il 9 dicembre, già in coma, il paziente entrò in sala operatoria. A causa di problemi tecnici l’intervento venne tuttavia rinviato. Fatto ritorno in sala operatoria, dopo solo una mezz’ora di assenza, il chirurgo trovò sorprendentemente il paziente seduto, sveglio, asintomatico, che, ritornato perfettamente cosciente, gli chiese: “Cosa ci sto a fare qui?”. “Non ho mai visto un caso come questo – riferisce il medico nella sua deposizione riportata dalla vaticanista Stefania Falasca – inoltre casi simili a questo in 17 anni di professione sono tutti deceduti. Non posso dare una spiegazione scientifico-medica”.

I successivi esami clinici hanno sempre confermato il ristabilimento definitivo della patologia cerebrale e in breve tempo l’uomo ha potuto riprendere il suo lavoro e la sue normali attività. Le prove testamentali riferiscono che furono rivolte molte preghiere dai famigliari dell’uomo a madre Teresa, specialmente durante la gravissima crisi del 9 dicembre. La moglie del giovane professionista, considerata la gravità della situazione, aveva chiesto ai suoi conoscenti di pregare la beata alla quale era molto devota: “Dite a madre Teresa che lo curi”. Proprio in quella mezz’ora di attesa dell’intervento si trovava con un sacerdote e altri familiari a pregare la suora albanese nella cappella dell’ospedale.  

Durante il viaggio del settembre 2014 a Tirana, Papa Francesco aveva raccontato il suo incontro con madre Teresa al Sinodo dei vescovi del 1994. La religiosa era una donna che non si lasciava impressionare, “diceva sempre quello che voleva dire”, aveva confidato Bergoglio. Ricordando le circostanze dell’incontro con “l’apostola degli ultimi”, Francesco aveva detto che durante il dibattito sinodale “era seduta proprio dietro di me durante i lavori. Ho ammirato la sua forza, la decisione dei suoi interventi, senza lasciarsi impressionare dall’assemblea dei vescovi. Diceva quello che voleva dire”. E poi aveva aggiunto: “Avrei avuto paura se fosse stata la mia superiora!”.

Twitter: @FrancescoGrana