Dopo le forze di polizia, gli albergatori. Un muro di indifferenza sembra stia venendo giù, pezzo dopo pezzo. Ad ottobre era toccato alla Questura di Roma, dopo la notizia riportata dal fattoquotidiano.it, porgere le scuse e assumere impegni dopo il caso della donna non vedente cui era stato negato l’accesso agli uffici per le denunce perché “accompagnata da cane guida”. Domenica scorsa un altro servizio ha messo in luce il problema dell’accoglienza, documentando quanto poco inclini siano receptionist e direttori di hotel ad accogliere i ciechi e il loro fidato accompagnatore nel centro di Milano (guarda il video). Una palese violazione della legge italiana che, come evidenziato dal servizio, dal 1974 dispone il “libero accesso dei non vedenti e dei cani guida in tutti i luoghi aperti al pubblico” e dal 2006 prevede anche delle sanzioni, mai applicate, da 500 a 2.500 per chi la viola.

La videoinchiesta pare però abbia colto nel segno. A distanza di tre giorni è arrivata la reazione delle associazioni degli albergatori, forse più forte di quanto si potesse sperare. La prima proprio da Milano, dove il servizio è stato realizzato documentando come almeno una quarantina di hotel del centro, sui 400 circa presenti in città, rifiutino l’accesso con pretesti inverosimili, compreso il disincentivo economico per “costi di sanificazione”. “Quando ho visto quelle immagini mi si è accapponata la pelle”, parola di Ciro Pascale, direttore dell’Associazione albergatori della città metropolitana di Milano, aderente a Confesercenti. “Non è una bazzecola – continua il direttore – stiamo parlando del 10% degli alberghi, un dato preoccupante, per questo ci siamo fatti subito carico della segnalazione e abbiamo voluto sensibilizzare tutti gli albergatori della città tramite una comunicazione mirata, sperando che non ricapiti più in futuro”.  L’associazione ha deciso dunque di inviare a tutti gli hotel una comunicazione che ribadisce il punto e specifica che “è facoltà del gestore di un albergo, o di un  esercizio aperto al pubblico, vietare l’accesso agli animali domestici, ma è salvo il diritto di ingresso per i cani guida dei non vedenti, in tutti  gli spazi dove la persona non vedente deve poter accedere per godere appieno del servizio offerto”.

Qualcosa si muove anche oltre il contesto milanese, particolarmente sorprendente perché la Commissione Europea aveva appena insignito il capoluogo lombardo del prestigioso Access City Award 2016, premio per l’impegno nel rendere accessibile la città ai disabili, ed è fresca di un evento di portata mondiale come Expo. “Se questo accade nella città metropolitana più europea che abbiamo figurarsi altrove”, ammette Giorgio Palmucci, presidente di Confindustria alberghi. “Confesso che sono rimasto molto scosso dalle immagini e dalla vicenda che avete documentato, mai avrei immaginato che una categoria che dovrebbe avere l’ospitalità come stella polare del proprio lavoro si possa macchiare di violazioni così palesi e grossolane al diritto soggettivo dell’utenza più debole. Basterebbe il buon senso per capire che le resistenze ad accogliere i cani guida sono l’antitesi del ruolo e del mestiere dell’albergatore”. Per questo anche a Roma si prendono impegni precisi: “Tra pochi giorni ci sarà un direttivo e mi prendo l’impegno di promuovere una comunicazione di richiamo diretta a tutti e 2.500 i nostri soci, 70mila camere, perché non sia più lecito trincerarsi dietro i “non sapevo”. La legge non ammette ignoranza. E cercheremo di portare il tema anche al tavolo sulla disabilità istituito presso il Ministero del Turismo cui la nostra associazione siede. Anche da lì deve venire un segnale forte per diffondere una cultura piena dei diritti dei non vedenti che invito a segnalare direttamente a noi condotte come quelle che ho visto. Sarà l’associazione a farsi carico di “sensibilizzare” chi di dovere a tenere comportamenti corretti e pienamente conformi alla legge”.