Centri di detenzione sul modello della famigerata Guantanamo in cui rinchiudere i sospettati di terrorismo. E’ il piano allo studio del governo francese, che, secondo quanto riportano Corriere della Sera e Repubblica, ha chiesto al Consiglio di Stato un parere di costituzionalità sull’ipotesi di aprire strutture di internamento per sospetti jihadisti. Un’altra contromisura scioccante dopo gli attentati del 13 novembre, che hanno indotto il presidente farncois Hollande ad annunciare modifiche alla Costituzione repubblicana per avere più spazio di manovra contro il Califfato. La nota, preparata dall’ufficio del premier Manuel Valls, è stata resa pubblica da Le Monde e Lundi Matin. E prevede che i cittadini schedati con la “fiche S“, quella che i servizi riservano agli islamisti ritenuti radicalizzati e alle persone ritenute pericolose per la sicurezza nazionale, possano essere arrestate e detenute in centri ad hoc senza passare per la normale giurisdizione. Sulla possibilità di privare qualcuno della libertà personale “a titolo preventivo” dovrà però, appunto, pronunciarsi il Consiglio di Stato.

Gli “schedati S” in tutta la Francia sono circa 20mila, di cui la metà sospettati di islamismo radicale perché hanno fatto viaggi in Siria o hanno manifestato altri comportamenti sospetti. Gli altri, ha spiegato il premier qualche giorno fa, sono membri o fiancheggiatori di gruppi terroristici come il Pkk e l’ala militare di Hezbollah, hooligan, estremisti di destra e di sinistra. Il direttore del quotidiano on line Mediapart, Edwy Plenel, ha subito definito il piano del governo “macchina infernale dello stato di emergenza”.

Secondo l’ufficio del primo ministro Valls la proposta è la realizzazione della promessa fatta da Hollande durante il suo discorso davanti alle Camere riunite a Versailles il 16 novembre scorso. E il piano del governo socialista di creare un centro di internamento per sospetti jihadisti è una risposta alle polemiche riguardo la mancata sorveglianza da parte dei servizi segreti di diversi uomini, peraltro cittadini francesi, presunti affiliati allo Stato islamico. Infatti i fratelli Kouachi, organizzatori dell’attacco a Charlie Hebdo nel gennaio scorso, erano schedati con la “fiche S”, come anche Ismael Mostefai e Samy Aminour, entrambi terroristi protagonisti degli attentati a Parigi. L’ipotesi del governo è quella di recludere i presunti jihadisti sia francesi che stranieri per un periodo di almeno sei mesi, rinnovabile. La polizia giudiziaria transalpina, da quando è stato introdotto lo stato di emergenza, ha messo agli arresti domiciliari oltre trecento persone, ma non gode di poteri straordinari connessi all’antiterrorismo. Hollande, per risolvere questa situazione, ha inoltrato la richiesta di una revisione della Costituzione per cambiare i limiti temporali sullo stato d’emergenza. Per ora il Consiglio Costituzionale non si è opposto al periodo di tre mesi fissato per legge.