C’è il Partito democratico, alla prese con il dopo-Marino, che non ha idea di chi proporre. C’è il centrodestra schiacciato tra la volontà di Forza Italia di sostenere Alfio Marchini e le ambizioni di Giorgia Meloni. E c’è il Movimento 5 Stelle che deve indire la consultazione online per trovare un nome. Per scegliere il candidato sindaco a Roma, insomma, tutti i principali partiti brancolano nel buio. L’unico che pare rompere gli indugi è l’ex deputato deputato del Pd, Pippo Civati che, come ha potuto verificare ilfattoquotidiano.it, con il suo movimento Possibile ha individuato l’uomo giusto per la poltrona più importante del Campidoglio: Riccardo Magi, 39 anni, consigliere comunale uscente eletto nella lista civica di Ignazio Marino e appena nominato segretario dei Radicali italiani. “Ha un profilo di sinistra ed è reduce da un ammirevole lavoro in consiglio comunale. Sarebbe una figura perfetta”, sintetizzano i vertici del movimento civatiano. Il primo passo da compiere, però, è l’opera di convincimento su Marino: l’ex sindaco di Roma, nei piani di Possibile, non dovrebbe ricandidarsi lasciando spazio a forze fresche.

RE MAGI – Durante l’ultima consiliatura a Roma, Magi si è caratterizzato per aver dato battaglia su vari temi. A partire dallo stop ai campi rom. Con chi ha condiviso questo progetto? Manco a dirlo, proprio con Pippo Civati. Il deputato brianzolo si è infatti speso in prima persona per raccogliere le firme e presentare una delibera di iniziativa popolare che prevedeva un piano di inclusione sociale delle persone di etnia sinti e rom. Nel curriculum del segretario radicale ci sono anche le proposte per il registro comunale dei testamenti biologici e il riconoscimento delle unioni civili, questioni molto sentite a sinistra. E che Ignazio Marino aveva fatto proprie. A margine del congresso dei Radicali, svoltosi a Chianciano Terme a novembre, Riccardo Magi non si era sbilanciato sull’ipotesi candidatura: “Abbiamo sviluppato un patrimonio di conoscenza anche della situazione particolarmente degradata a Roma e quindi lo faremo valere in qualche modo. Adesso è prematuro dire come”. Qualche giorno dopo, poi, ha lanciato la stilettata agli avversari, il ‘civico’ Alfio Marchini e Movimento 5 Stelle: “Non rappresentano la rottura con il passato”.

SINISTRA UNITA – L’operazione è solo agli inizi, ma l’obiettivo di Civati sembra essere già chiaro: sparigliare le carte nella corsa al Comune di Roma, proponendosi in anticipo rispetto agli avversari con una proposta chiara. E con un’altra idea precisa: far convergere su Magi anche la neonata Sinistra Italiana, che unisce Sel e i fuoriusciti del Pd. Secondo i rumors Stefano Fassina avrebbe intenzione di candidarsi. Ma l’ex viceministro non ha neanche escluso, sorprendendo tutti, un possibile appoggio a un’altra forza politica, come il Movimento 5 Stelle. E Magi, agli occhi dei civatiani, vanta un profilo di rottura molto simile a quello dei pentastellati. Una circostanza che potrebbe facilitare l’accordo.
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