Dopo aver comprato per 430 milioni il 5,7% delle quote della Banca d’Italia da Intesa Sanpaolo, le casse previdenziali di avvocati, ingegneri e architetti, medici, ragionieri e addetti all’agricoltura intendono arrivare al 10% del capitale di via Nazionale. Lo ha reso noto l’Enpam, ente di previdenza dei medici. “Con questa operazione circa un milione di professionisti italiani, tra attivi e pensionati, si impegnano concretamente a intervenire a sostegno del sistema Paese”, spiegano in un comunicato Nunzio Luciano, presidente della Cassa Forense, Giuseppe Santoro (Inarcassa), Alberto Oliveti (Enpam), Luigi Pagliuca (Cassa Ragionieri) e Antonio Piva (Enpaia).

“Si tratta di un investimento che affianca a un aspetto finanziario sostenibile una scelta dal forte valore simbolico. Riteniamo doveroso, in questo momento di rilancio dell’economia italiana, inviare un messaggio di fiducia nei confronti della Banca d’Italia, un’istituzione dal prestigio cristallino che è sempre stata un punto di riferimento per la vita non solo economica del nostro paese – prosegue la nota -. E al tempo stesso vogliamo in questo modo confermare l’interesse dei professionisti italiani che rappresentiamo ad agire con modalità sempre più efficaci per affiancare il Paese nell’uscita definitiva dalla crisi“.

La procedura utilizzata riguarda l’acquisizione delle quote dagli attuali soci in possesso di percentuali superiori al limite massimo del 3% fissato nel gennaio 2014 dal decreto Imu-Bankitalia del governo Letta. Martedì, secondo l’Ansa, anche Unicredit ha ceduto parte delle proprie quote, il 3,2%, per un controvalore di oltre 200 milioni di euro.