Meglio tardi che mai: il 13 novembre arrivano i soldi per i supplenti della scuola. Migliaia di docenti che da settembre hanno lavorato senza vedere un euro. Questioni amministrative e finanziarie, che dovrebbero essere finalmente stati superate: il Ministero dell’Istruzione assicura che a giorni gli insegnanti riceveranno quanto gli spetta. Ma risolto un problema, se ne pone subito un altro: pagati gli arretrati di settembre e ottobre, il Miur dovrà mettersi al lavoro perché la questione non si riproponga già per novembre e dicembre. “Con che coraggio Renzi parla di buona scuola quando ci sono migliaia di insegnanti che hanno lavorato gratis per due mesi”, attacca Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil. “Aspettiamo di vedere i bonifici nelle prossime ore, altrimenti partiranno le ingiunzioni di pagamento. Quello che è successo non deve ricapitare più”.

La vicenda va avanti praticamente dall’inizio dell’anno scolastico. A monte, la carenza cronica di risorse per pagare il personale della scuola. A cui si sono sommati intoppi burocratici: le disfunzionalità del Sidi (il sistema informatico delle scuole), le segreterie oberate di lavoro. Il risultato sono stati i soliti ritardi, che hanno lasciato tanti docenti senza stipendio. Non quelli di ruolo, e neppure i neoassunti del piano straordinario della riforma: ma i più sfortunati, i più precari di tutti, quelli che vivono di supplenze brevi, spezzoni di cattedra difficili da quantificare. Saranno migliaia in tutto il Paese. Finalmente la soluzione pare in arrivo: il Miur ha comunicato di aver ottenuto dal Ministero dell’Economia (a cui vanno addebitati anche gli inconvenienti del sistema informatico) il via libera per 35 milioni di euro necessari a saldare gli arretrati. Per chi non lo ha già ricevuto (alcune tranche sono state emesse negli ultimi dieci giorni) gli stipendi saranno liquidati con un’unica emissione speciale il 13 novembre.

“Era ora”, scrive Antonino in uno dei tanti gruppi Facebook che raccoglie la protesta dei precari. “Speriamo bene, ma prima li voglio vedere altrimenti non ci credo”, aggiunge Manuela. “A Verona ancora non abbiamo ricevuto nulla. Se entro fine settimana la situazione non si sblocca facciamo partire il contenzioso con l’avvocato”, minaccia Veronica. Venerdì 13, insomma, dovrebbe essere il giorno del sospiro di sollievo. Poi, però, bisognerà già pensare ai mesi a venire: “Ancora una volta il governo si dimentica di stanziare le risorse necessarie per tempo, e come ogni anno bisogna mettere una pezza con provvedimenti successivi. Di mezzo ci vanno sempre i precari”, afferma il numero uno della Flc Cgil, Pantaleo. Il Ministero assicura che ha già avviato i contatti col Tesoro per ottenere la somma necessaria anche per gli ultimi due mesi del 2015. Anche perché, con l’arrivo nelle scuole dei 50mila neoassunti della Fase C, il numero delle supplenze brevi (e quindi anche della spesa) dovrebbe ridursi. “Ma di quanto è ancora tutto da vedere. E in ogni caso la riforma non risolve il problema degli Ata (i collaboratori scolastici), per cui non era previsto alcun piano di assunzione”. Al Miur il compito di evitare che almeno sotto Natale tanti precari si ritrovino senza stipendio.

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