Dopo trenta fumate nere per la nomina dei componenti della Corte Costituzionale ci si avvia a quanto pare ad una nuova spartizione di posti. Sul ruolo politico ormai essenziale e decisivo della Consulta non è il caso di insistere: basti ricordare, fra tutte, la pronuncia sulla legge Fornero, per non parlare di quella sul Porcellum. Considerato l’alto quorum richiesto, Renzi sa di non avere i numeri per farcela da solo. I membri nominati dal Parlamento sono, infatti, eletti da quest’ultimo in seduta comune delle due Camere, a scrutinio segreto e con la maggioranza dei due terzi dei componenti l’Assemblea, nei primi tre scrutini, e dei tre quinti dei componenti dal quarto scrutinio in poi. Non c’è dubbio, Renzi dovrà trattare con le forze politiche presenti in Parlamento, e non sarà difficile accordarsi su due nomi con Berlusconi. Questa è la logica partitocratica. E già i nomi circolano. Ma sul terzo? Assisteremo ancora una volta all’uso del metodo Sciarra?

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L’ultima eletta nella Consulta è stata di fatto nominata grazie a tacito accordo, che a mio avviso non corrisponde allo spirito del MoVimento: Sciarra (in quota Pd) alla Corte costituzionale per Zaccaria (in quota al M5S) al Csm. In quell’occasione si è visto come la linea del MoVimento di richiedere, quale unica condizione per l’appoggio, candidati di specchiata moralità, si sia rivelata politicamente fallimentare: per quanto l’“onestà sia finalmente tornata di moda”, il primo atto di Zaccaria, sulla cui onestà peraltro nessuno dubita, è stato quello di astenersi bloccando la scelta di Nino di Matteo alla Procura Nazionale Antimafia e favorendo, al suo posto, il candidato di Napolitano. Bel risultato! Dietro al richiamo alla “moralità”, il M5S è finito in quel caso, volente o nolente, nella logica dei partiti, senza peraltro neppure saperla controllare ed accettando – di fatto –  le condizioni poste da Renzi.

Oggi il clima politico è cambiato e una forza politica del tutto sui generis, che continua a rivendicare la propria diversità e aspira giustamente al governo del paese, dovrebbe dimostrare la fedeltà ai suoi principi originari. L’onestà è importante, ma la coerenza pure e abbia la fedina penale pulita.

Non si potrebbe allora lanciare “Rousseau”, il nuovo sistema operativo del MoVimento, proprio con una discussione trasparente  in Rete sulla Consulta? Ci sarebbe ancora tempo per discutere nello spirito originario del MoVimento alcuni nomi in Rete, votarli tra gli iscritti e poi proporli in Parlamento. È questo un sogno di altri tempi? La Rete si limiterà a ratificare nomi concordati  dal  cosiddetto “Direttorio” con Renzi, o forse non verrà neppure più interpellata,  e messa di fronte al fatto compiuto, con la solita scusa che non c’è tempo? C’è un nuovo sistema  operativo e allora è lecito chiedersi perché non cominciare ad utilizzarlo proprio per una occasione così importante.