Tra i due litiganti, il terzo gode. A godere è Marc Marquez, che torna a vincere dopo tre gare. A litigare, invece, sono Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, il cui occhio guarda ben più lontano del podio di Phillip Island. Ma tutto passa da qui, da quest’isoletta australiana, per poi arrivare davanti al rivale là, cioè a Valencia. A guastare la perfezione del trio ci pensa Andrea Iannone, con una super partenza. Ma anche quella di Lorenzo non è male, lo attacca nel primo giro e lo passa. Dietro di loro, Marquez e Pedrosa. Poi Crutchlow e solo sesto Valentino Rossi. Iannone non ci sta, sfrutta tutta l’accelerazione della sua Ducati e torna in testa sul rettilineo del traguardo. Ma un gabbiano è al posto sbagliato nel momento sbagliato, cioè proprio mentre passa la GP15 di Andrea. Che perde così, nell’impatto, la prima posizione, anche se è al gabbiano che va decisamente peggio.

Dunque, Lorenzo in testa al gruppo dei sei fuggitivi. Dove però The Maniac è in gran forma e risponde tornando in prima posizione. Rossi firma il giro veloce, 1’29”868, ma è e rimane solo sesto. Ci sono ancora 24 giri e mezzo da correre. In quello seguente, Valentino passa Pedrosa e poi pure Crutchlow. Non è ammesso il minimo errore. E ne basta solo uno, ad Andrea Iannone, per trovarsi in un solo colpo dietro a Marquez e pure a Rossi, che lo infila con una magia delle sue. Adesso il Dottore vede i primi due della classe. Passa subito Marquez, sfruttando un errore dello spagnolo. Che però non ci sta e torna davanti. Vale lo attacca all’interno, Marc risponde, Rossi ribatte. Se ne avvantaggia Iannone, che sul rettilineo li infila entrambi. Serve una carenata delle sue, a Marquez, per tornare davanti al pilota di Vasto. Rossi, che nel frattempo è tornato a marcare Marc, timbra un altro giro veloce in 1’29”369. Che vuol dire recuperare quasi mezzo secondo a Lorenzo. Ma Valentino dietro a Marquez non ci vuole stare.

Marc, Valentino e Andrea: tre piloti in un fazzoletto di asfalto. Ma la Ducati di Iannone ha un’accelerazione e una velocità nettamente superiore. Sul rettilineo passa Rossi, che è il più lento dei tre, e poi pure Marquez. Mancano 15 giri, Lorenzo ha più di un secondo e due su Marquez, dietro di lui ci sono i due italiani. Il campioncino di Cervera trova il giro veloce, 1’29”294, e acquisisce il bersaglio nel mirino. Il proiettile lo spara quando mancano dieci giri alla conclusione. Sorpasso pulito, precisissimo e niente da fare per Jorge. E Iannone? E Rossi? Sono ancora lì, in terza e quarta posizione. Ma adesso tornano qui, cioè incollati al pneumatico posteriore di Lorenzo. Che però torna in testa, perché Marquez non ha il passo per scappare via. Solo che al momento Jorge è primo e Valentino quarto. Che vorrebbe dire portare il gap fra i due a soli sei punti, se negli ultimi cinque giri non succedesse nulla.

E invece succede che Rossi riesce a passare Iannone alla prima staccata utile, dopo aver limitato i danni su quel rettilineo dove la Ducati fa un altro sport rispetto alla sua Yamaha. E Iannone dimostra (se mai ce ne fosse bisogno) di non essere lì solo per merito del motore della sua GP15. Il doppio sorpasso su Marquez e Rossi è un capolavoro, perché mentre Vale passa Marc, Andrea infila lo spagnolo all’interno, e pure Rossi all’esterno. Uno dei sorpassi più belli di tutta la stagione.

Ultimo giro: Lorenzo ha quasi sette decimi su Iannone. Dietro di lui, Marquez e Rossi. Alla prima curva Marquez passa, e pure Rossi. Che però subisce il controsorpasso del pilota di Vasto. Il Dottore risponde subito, mentre Marc riesce a stare davanti a Lorenzo. Iannone non ci sta, sul podio ci vuole salire, dopo quattro mesi e mezzo di assenza. Battere la Ducati in velocità sul rettilineo è un’impresa impossibile per Rossi. Che chiude quarto. Ma Lorenzo è solo secondo, anche perché il campione del mondo trova il giro veloce proprio all’ultima, incredibile tornata, in 1’29”280. Vale perde sette punti, Lorenzo accorcia a -11. Ma ne mancano ancora due da correre. E tutto è ancora possibile.

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