Italia-Belgio, sugli spalti la politica diserta l’esordio del Mancini bis: i verdetti del campo e l’incognita sul futuro di Malagò
“Fratelli d’Italia…”. Un Olimpico non proprio affollato – poco più di 39mila i biglietti venduti fino a poche ore dal match – è pronto a battersi il petto e a cantare l’inno nazionale prima della sfida contro il Belgio, esordio azzurro in Nations League, capitolo uno del Mancini–bis, preceduto dal Consiglio federale, fissato per le 15. L’Italia multietnica, che a destra sta sullo stomaco non solo ai “vannacciani”, dovrà fare attenzione a urlare correttamente il testo di Goffredo Mameli: da almeno un ventennio – parola che ci ricorda qualcosa – i politici ripongono molta attenzione sul labiale dei giocatori. Se qualcuno tace, apriti cielo e avanti Savoia. Già, ma Fratelli d’Italia, e via dicendo, sarà cantato con convinzione anche da chi, proprio a destra, vuole disarcionare Giovanni Malagò, eletto tre mesi fa nuovo comandante della Federcalcio con quasi il 70% dei voti? Ah, saperlo. Un dato però potrebbe essere d’aiuto: unici politici presenti annunciati sono il ministro dello Sport Abodi e quello del Made in Italy Urso. Abodi e Urso non potevano saltare l’appuntamento, ma la diserzione di massa del resto della compagnia, sempre a caccia di un posto in tribuna e di visibilità, è un segnale eloquente di presa di distanza.
Le quattro gare che attendono la nazionale (dopo il Belgio, il 28 settembre la Turchia, il 2 ottobre la Francia e il 5 ottobre ancora la Turchia) non sono importanti solo per il torneo e guadagnarsi almeno la conferma in Serie A, con effetti conseguenti su ranking e sorteggi futuri, ma avrà un peso non indifferente nella partita che si sta giocando sulla pelle della federazione. Un impatto positivo dell’Italia bis di Mancini, diciamo tre vittorie e un pareggio, o anche due successi e altrettante X, complicherà i piani di chi sta cercando di buttare Malagò giù dalla torre. Se va male, l’ipotesi di un commissariamento della Figc, già consistente prima di questi undici giorni di partite, potrebbe ricevere la spinta finale. Tutto passa dalla Giunta Coni, che dovrebbe non essere condizionata da queste tematiche, ma lo sanno tutti, anche i sassi, che su Malagò il verdetto sarà politico. E la politica, si sa, è influenzata dai successi e dagli insuccessi. I presidenti delle federazioni tengono non solo la poltrona, ma tengono anche famiglia. In alcuni di loro è ben chiaro che dietro l’angolo ci sia il tentativo di picconare ulteriormente l’autonomia dello sport, ma anche quelli che in questo momento sono inclini a salvare Malagò, fiutando l’aria potrebbero cambiare idea.
Testa al Belgio e scordiamoci il passato, dice Mancini, in una conferenza stampa durata venti minuti: “Bisogna mettersi alle spalle la Bosnia. I ragazzi sono pronti, speriamo di ripartire bene. Sarà una serata emozionante, l’Olimpico ci ha sempre accolto bene, poi toccherà a noi trascinare il pubblico. La pressione deve essere uno stimolo, non un freno. Se vinciamo, sarà una settimana perfetta. La formazione? Nove scelte sono fatte, su due ruoli non ho ancora deciso”. Mancini ripartirà dal 4-3-3, ma in corso d’opera, potrebbe virare sul 4-2-3-1. Il probabile undici di partenza: Donnarumma in porta, in difesa Di Lorenzo, Mancini, Coppola e Calafiori; a centrocampo Barella, Romano – l’ex Roma, ora al Cagliari, è stato quello che in questi giorni ha ricevuto più attenzioni da parte dei media – e Tonali, in attacco ballottaggi a destra Cambiaghi/Vergara e al centro Pio Esposito/Kean, a sinistra Maldini. Mancini non ha però escluso un’ipotesi alternativa con due centravanti nella formazione di partenza: Kean e Pio Esposito insieme.
Anche il Belgio battezza un nuovo ct: l’olandese Van Bommel, fermo dal 2024, ha ereditato il posto da Rudi Garcia. I Diavoli Rossi devono affrontare il rinnovamento, ma sono confermati De Bruyne, il capitano Tielemans e Lukaku, che però, non ancora al top della forma, potrebbe partire dalla panchina. Van Bommel, che all’Olimpico conquistò uno scudetto ai tempi del Milan, avverte: “Ripartiamo tutti da zero dopo il mondiale, anche l’Italia. Noi siamo pronti per giocare una grande partita”.