Il lungo prologo alla nona edizione di X Factor, tra audizioni, boot camp e home visit, è finalmente terminato. Nella puntata di ieri sera, infatti, i giudici Fedez, Skin, Mika e Elio hanno scelto i tre concorrenti per squadra che prenderanno parte al primo live show di giovedì 22 ottobre (ore 21.10, SkyUno). Quest’anno niente home visit separate per i vari team (Under Uomini, Under Donne, Over e Gruppi & Band), ma tutti insieme appassionatamente sulla cima del Monte Bianco dove, tra infinite corse in funivia e folate di vento da broncopolmonite, i quattro giudici hanno selezionato (non senza sorprese) i talenti che si contenderanno la vittoria finale.

Il primo ad ascoltare le esibizioni dei suoi ragazzi è Mika, che alla fine sceglie (seguendo una logica un po’ “paracula”) Luca Valenti, sedicenne già sgamatissimo che la sa assai lunga, Giacomo Runco (in arte Eva) e Leonardo Darius Dragusin. Fuori Angel, Marco Gori (bravo ma troppo poco televisivo e “cool”) e il rapper Cranio Randagio (il rap a X Factor non funziona, non ha senso e non ha chance di vittoria, quindi giusto così). A seguire, ecco le esibizioni delle Under Donne, con Skin che si rende responsabile della scelta più clamorosa dell’anno: fuori Selene (“Troppo perfetta”, secondo la frontwoman degli Skun Anansie), dentro Eleonora Anania, un agghiacciante mix tra Janis Joplin e Gemma del Sud. A farle compagnia nel team di Skin, Enrica Tara e la bravissima (ma forse un po’ troppo sicura di sé) Margherita Principi.

Fedez, dopo il trionfo dello scorso anno (primo Lorenzo Fragola, secondo Madh), quest’anno ha la bestia nera delle categorie: i gruppi. Solo Morgan, nella prima edizione, è riuscito nell’impresa di far vincere un gruppo (gli Aram Quartet), anche se il vero fenomeno di quell’anno era stata Giusy Ferreri. Ma Fedez non è tipo che si arrende senza lottare, e alla fine mette insieme il team più forte, a nostro parere, dell’intera edizione. Il rapper milanese sacrifica gli stralunati OSC2X e prende i giovanissimi Urban Strangers, perché il mercato discografico è l’obiettivo finale dei talent come X Factor, e porta ai live Moseek e Landlord, strutturatissime band che sanno come si fa musica. Fuori gli Street Chords, gruppo a capella di talento ma commercialmente senza speranze, e gli Iron Mais, bravi assai ma forse troppo destabilizzanti per il pubblico pur abbastanza esperto del talent di Sky.

Ultimo, il cavallo di ritorno Elio, che ancora una volta dimostra come il ruolo di giudice non sia proprio nelle sue corde. È inspiegabile, infatti, l’eliminazione di David Aiyeniwon, di gran lunga il più bravo di tutta la compagnia, che viene rispedito a casa con la seguente (e poco comprensibile) motivazione: “Devo scegliere persone più simili a me”. Ce la fanno, invece, Davide Sciortino, Giovanni Sada (bravissimo) e Massimiliano D’Alessandro, che è bravo, per carità, ma occupa la solita casella “storia strappalacrime”, visto che nella vita ha sempre lavorato spaccandosi la schiena come contadino, ha i calli sulle mani, è autodidatta. Un perfetto rappresentante della “gggente” da dare in pasto a social e telespettatori, come già era successo con Mario lo scorso anno. Fuori Marco Sbarbati e Diego Esposito, la cui interpretazione di E non finisce mica il cielo forse avrebbe meritato maggior fortuna.

Da giovedì prossimo si farà finalmente sul serio. Dal punto di vista televisivo, sarà interessante testare la resa catodica di Skin in diretta, visto che il suo italiano sembra ancora troppo incerto, mentre sul fronte della gara, le squadre di Mika e Fedez sembrano partire in pole position.