General Motors vuole cambiare il concetto di mobilità personale, portandolo nel futuro e trasformando tutta l’azienda. Lo ha detto ieri agli investitori l’amministratore delegato Mary Barra, annunciando l’arrivo di una flotta di auto a guida autonoma a disposizione degli impiegati al Warren Tech Center (nella foto sotto), che le potranno usare per muoversi all’interno del campus: si potrà “saltare su” e farsi portare da una parte all’altra, proprio come fossero navette di un film di fantascienza. Saranno tutte Chevrolet Volt e, se GM non verrà battuta sul tempo, saranno le prime auto aziendali autonome del mondo. Ma non è tutto, perché la Volt potrebbe anche unire per la prima volta il concetto di veicolo elettrico ad autonomia estesa – percorre fino a 85 km solo con la batteria – a quello di guida autonoma. “Vogliamo dimostrare che abbiamo una nuova visione, molto più lontana da quella classica dell’industria dell’auto e più vicina a quella della Silicon Valley”, ha detto Mary Barra.

GM Warren Tech Center

La donna più “corteggiata” da Sergio Marchionne ha anche aggiunto che quello delle Volt autonome è un esperimento che segue gli stimoli lanciati dai clienti e che stanno provando a renderlo sostenibile dal punto di vista dei costi. Se dovessero riuscirci, diventerebbe un prodotto di serie. Il progetto pilota è molto interessante, perché permette di testare le vetture a guida autonoma senza autisti professionisti e di farle muovere in uno scenario reale. All’interno del campus, infatti, si muovono altri veicoli, le biciclette e i pedoni, ma ci sono anche i segnali stradali. Le Volt dovranno destreggiarsi in mezzo a tutto questo a una velocità massima di 25 miglia orarie (circa 40 km/h). Per utilizzarle bisognerà prenotarle su una app dedicata e, una volta saliti a bordo, si potrà scegliere tra alcune destinazioni pre-impostate. Tuttavia non è ancora stato deciso se saranno disponibili per tutti i dipendenti o solo per un gruppo pilota.

In questo modo GM spera anche di recuperare un po’ di terreno rispetto a Google, che sperimenta ormai da anni e che si vanta di aver superato gli 1,2 milioni di miglia percorse a guida autonoma. Per avere più possibilità ed “essere pronti quando il mercato sarà pronto”, General Motors sta anche cercando nuovi partner da affiancare alla Mobileye, un’azienda che sviluppa sistemi di visione avanzata. Ad ogni modo, se è vero che prima del 2020 (per gli ottimisti, 2025 per i realisti) non ci saranno auto a guida autonoma normalmente circolanti, il prossimo anno arriverà sul mercato la nuova Cadillac CTS con il “Super Cruise”, un pacchetto di sistemi di assistenza che sarà in grado di guidare autonomamente l’auto nella marcia autostradale.