“#BabyVendola noi ci rompiamo il culo fino a forse 63 anni di operato, mentre c’è chi gode a farsi rompere il culo!!”. E’ questo uno dei due cinguettii ritwittati da Beppe Grillo sul suo profilo dopo la notizia del baby pensionamento di Nichi Vendola, che in serata ha replicato al leader Cinque stelle: “Non sono ricco come lui”. I 140 caratteri ripresi dal fondatore del M5s sono subito stati cancellati, ma nel frattempo Grillo è stato accusato di omofobia da altri utenti e dal Partito democratico.

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Tutto nasce dalla notizia che l’ex governatore della Puglia andrà in pensione a fine ottobre, all’età di 57 anni, percependo un vitalizio mensile di circa cinquemila euro lordi per gli incarichi ricoperti in Regione dal 2005. Non solo. Perché Vendola incasserà anche i 198mila euro annui (sempre lordi) di indennità di fine mandato. Il caso è stato subito ripreso dal fondatore del Movimento 5 Stelle che su Twitter ha lanciato l’hashtag “#BabyVendola”, diventato trending topic. Molti utenti hanno utilizzato l’hashtag per twittare messaggi omofobi, che – almeno in due casi – sono stati ripresi sul profilo di Grillo. Nonostante siano stati cancellati, in molti hanno accusato il portavoce pentastellato. Mentre il Pd ha risposto con l’hashtag “#omofoBeppe“. Il sottosegretario alle riforme costituzionali Ivan Scalfarotto ha commentato ironico: “Ecco perché il M5s non ha votato la legge sull’omofobia. Temevano la galera”.

Oltre che su Twitter, Grillo ha criticato il leader si Sel anche sul suo blog, dove è apparsa l’immagine di Vendola con ciuccio e cuffia da neonato. “Dopo anni di lotte a favore dei lavoratori passati tra i banchi di Montecitorio e la buvette della Camera, dopo migliaia di chilometri macinati nelle auto blu finalmente il compagno Vendola è giunto alla pensione. Alla veneranda età di 57 anni e dopo ben dieci anni di contributi versati come governatore della Puglia Baby Vendola si trova ora a dover vivere con soli 5.618 euro lordi al mese”, si legge sul Blog.

“Se fossi ricco come Beppe Grillo volentieri rinuncerei al vitalizio. Sono stato eletto deputato in cinque legislature e presidente di regione per due legislature e tutti sanno che non mi sono arricchito e che non ho rubato”, ha replicato Vendola. “La Puglia ha abolito i vitalizi a partire dal 2013. Ricordo a tutti, però – ha proseguito l’ex governatore – che il trattamento economico degli eletti nelle istituzioni, ciò che oggi appare appunto come privilegio, è stato concepito come una barriera alla corruzione degli stessi: ora vedo che il mio vitalizio fa più scandalo delle tangenti a Galan! E osservo con tristezza il fatto che ai comici miliardari continua a dare scandalo pure il mio orecchino”.