sfratti 675Lo ricordo quel giorno. Era il 13 marzo del 2015 quando Papa Francesco ha annunciato il Giubileo straordinario della Misericordia. Pochi mesi più avanti sempre suo, invece, è stato un discorso fatto quando ha incontrato i partecipanti all’incontro mondiale dei movimenti popolari. Ha parlato di casa, di diritto alla casa. Pensai che qualcosa sarebbe se non cambiato, almeno migliorato per i cittadini in difficoltà. Misi da parte alcuni passaggi del suo discorso.

L’ho già detto e lo ripeto – ha detto una casa per ogni famiglia. (…) Oggi ci sono tante famiglie senza casa, o perché non l’hanno mai avuta o perché l’hanno persa per diversi motivi. Famiglia e casa vanno di pari passo! Ma un tetto, perché sia una casa, deve anche avere una dimensione comunitaria: il quartiere ed è proprio nel quartiere che s’inizia a costruire questa grande famiglia dell’umanità, a partire da ciò che è più immediato, dalla convivenza col vicinato. (…)

Sono crudeli le immagini degli sgomberi forzati, delle gru che demoliscono baracche, immagini tanto simili a quelle della guerra. E questo si vede oggi. Sapete che nei quartieri popolari dove molti di voi vivono sussistono valori ormai dimenticati nei centri arricchiti. Questi insediamenti sono benedetti da una ricca cultura popolare, lì lo spazio pubblico non è un mero luogo di transito ma un’estensione della propria casa, un luogo dove generare vincoli con il vicinato. (…) Perciò né sradicamento né emarginazione: bisogna seguire la linea dell’integrazione urbana! Questa parola deve sostituire completamente la parola sradicamento, ora, ma anche quei progetti che intendono riverniciare i quartieri poveri, abbellire le periferie e “truccare” le ferite sociali invece di curarle promuovendo un’integrazione autentica e rispettosa. (…)

Cosa è cambiato da allora? Gli sgomberi degli insediamenti abusivi – così definiti dall’Amministrazione pubblica -, meglio se qualificati insediamenti informali- spontanei precari, sono aumentati, e senza che siano migliorate le condizioni di chi resta senza un tetto. Del famigerato passaggio da casa a casa non se ne può parlare come una realtà messa in atto. Rari i casi di soluzione effettiva, numerosi quelli di alloggio temporaneo.

Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, in questa video intervista spiega la situazione romana, difetti e mancanze relativi alla situazione delle comunità rom. Sembrerebbe quasi un giochetto: l’Amministrazione sgombera denunciando le pessime condizioni igieniche dei luoghi in cui vivono, grida alla mancanza di decoro per come vivrebbero queste famiglie, ma non offrendo soluzioni alternative poco dopo le stesse, sa che le stesse famiglie si ritroveranno presto in nuovi insediamenti spontanei precari.

Mi chiedo: è più decorso finire per strada? E soprattutto finendo per strada cosa ci potremmo aspettare da chi resta senza un tetto? Che resti sotto il cielo all’aperto? O che tenti di ricollocarsi in qualche modo? Di fatto l’Amministrazione cercherebbe, post sgombero, di ricollocare delle famiglie, ma dividendo il nucleo. Divisione che non viene accettata. Si sa: padre da una parte, madre e figli dall’altra. Il passaggio alla strada avviene subito dopo.

Così come era stato già raccontato durante un incontro con Save The Children –  sulla questione legati agli sfratti e minori – vengono violate le garanzie procedurali previste dagli organismi internazionali.

Alla luce di questo è proprio l’Associazione 21 luglio a lanciare un appello internazionale, il 5 ottobre 2015, chiedere alle autorità romane (Prefettura, Assessorato alle Politiche Sociali e Gabinetto del Sindaco) una moratoria degli sgomberi forzati durante il periodo del Giubileo (8 dicembre 2015-20 novembre 2016) e l’istituzione di un Tavolo per rispondere alla problematica degli insediamenti informali presenti nella Capitale attraverso una modalità condivisa e rispettosa dei diritti umani.

Una campagna a cui hanno già aderito aderito diverse organizzazioni: Popica Onlus, Antigone, Cild (Coalizione italiana libertà e diritti civili), Atd Quarto Mondo, Associazione Chico Mendes, Scosse, Lunaria, OsservAzione, Prime Italia, Associazione Radicali Roma, Chi rom e…chi no, Compare, Unione Inquilini, Asgi (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione), Associazione Sucar Drom, Associazione Sarda contro l’Emarginazione, Fcei (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), Cooperativa Animazione Valdocco, Romanipé Palermo, ABCittà società cooperativa sociale Onlus.