Nell’anno in cui l’Europa, sempre attenta ai parametri economici, sembra sospendere quelli umani e rischia di sfaldarsi il concetto di comunità, il Festival di Internazionale a Ferrara non poteva non essere dedicato alla nuove frontiere. Frontiere che non esistono più, frontiere da costruire o da difendere, frontiere ancora da conoscere. Per rappresentare il tema portante della manifestazione che da nove anni raccoglie in città le penne più famose del mondo, il settimanale diretto da Giovanni De Mauro ha organizzato un fine settimana di incontri, dibattiti, spettacoli e proiezioni.

Il programma (leggi) si svolge dal 2 al 4 ottobre. La manifestazione sarà inaugurata dalla consegna del premio “Anna Politkovskaja” per il giornalismo d’inchiesta. Quest’anno è stato scelto il blogger e attivista Asif Mohiuddin, distintosi per la sua attività di denuncia giornalistica, perseguitato e incarcerato dal governo del Bangladesh per motivi religiosi e ora rifugiato in Germania.

I Paesi della grande fuga saranno rappresentati anche da Van Reybrouck, autore di “Congo”, il libro considerato il memoriale epico di un continente, intervistato dal premio Strega Nicola Lagioia, e da Nargis Nehan, fondatrice di Equality for peace and democracy a Kabul, ong impegnata da anni nella lotta per la parità di genere e per i diritti dei più giovani. Tra i maestri del giornalismo ci saranno anche Serge Michel di Le Monde, Howard Waring French del New York Times e autore del best seller “China’s second continent”, Isabel Wilkerson, la prima giornalista afroamericana a vincere il premio Pulitzer.

Non scrivono su riviste o giornali ma sanno dire la loro sui temi del terzomondismo Alcibiades Hidalgo, capo dello staff di Raúl Castro ed ex ambasciatore di Cuba all’Onu; Smokey, uno dei leader della rivoluzione in Burkina Faso dello scorso ottobre che ha portato alla cacciata del presidente Blaise Compaore e ora ritornata nel caos con il recente colpo di Stato; il fumettista Sam Wallman che ha raccontato le condizioni di lavoro nei centri di detenzione per richiedenti asilo in Australia; l’insegnante canadese Lizanne Foster che discuterà con Tullio De Mauro su come la scuola deve affrontare le sfide del XXI secolo.

Parleranno di nuove e vecchie frontiere, questa volta non geografiche ma generazionali, Adriano Sofri e Zerocalcare per la prima volta insieme in pubblico.
Infine, nell’anno dell’Expo in Italia, Internazionale propone una riflessione su cibo e sostenibilità con lo scrittore argentino Martin Caparros, autore di “La Fame”, e David Rieff, scrittore e saggista statunitense, esperto di diritti umani. Don Luigi Ciotti e Marisol Espinoza Cruz, vicepresidente del Perù, discuteranno del diritto alla terra, mentre sull’innovazione sostenibile interverrà Jepchumba, una delle venti giovani donne più influenti dell’Africa, artista digitale africana e ideatrice di Avirohealt. Racconterà il suo continente d’origine attraverso video, animazione, grafica e design. La chiusura, in musica, è affidata a un concerto serale di Paolo Fresu.