Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini è stato costretto ad annullare il viaggio in Nigeria. Lo aveva annunciato da settimane, lo ripeteva in ogni occasione utile: “Vado in Nigeria per parlare con i ministri e portare lavoro, per aiutarli a casa loro”, oggi, a un giorno dalla partenza, l’annuncio in diretta a Radio Padania: “Non mi hanno concesso il visto”.

“Mi spiace – dice lui – perché ci avevo messo tempo, attenzione e passione ma se non mi mettono il timbrino non posso partire”. Il viaggio doveva essere di quelli utili a ripulire l’immagine del Carroccio ma “forse dava fastidio a qualcuno”.

Il numero uno della Lega stava rispondendo alle domande degli ascoltatori quando ha introdotto il tema: “A noi lo schiavismo non piace, vogliono sostituire la popolazione del nostro paese con con nuovi schiavi, noi vogliamo aiutare le popolazioni la, ci mettiamo tutta la buona volontà, ma a volte non ce lo lasciano fare”. E spiega: “Avevamo fatto tutte le vaccinazioni, saremmo dovuti andare là con una delegazione di imprenditori per portare lavoro e investimenti, c’erano esponenti politici di Veneto, Lombardia e Liguria, ma a qualcuno dava fastidio e quando ho ritirato il mio passaporto non c’era il visto e siamo stati costretti ad annullare. Forse perché per qualcuno era una missione scomoda, qualcuno che vuole far crescere un paese, ma se si muove la Lega non è politicamente corretto”.

Poi Salvini torna sulle motivazioni che lo avevano spinto a cercare di raggiungere la Nigeria, dove la Lega Nord ha aperto anche una sede tramite il responsabile immigrazione del partito Toni Iwobi: “E’ un paese ricco, che esportando schiavi cresce del 7%, altro che lo zero virgola di cui si fregia Renzi. Un paese ricco che tra 40 anni sarà il terzo più popoloso al mondo, ci siamo detti: ‘portiamo là gli imprenditori’, così ci siamo adoperati, ma il giorno prima della partenza ci hanno detto che non si parte”. E qui il segretario dà il meglio: “Migliaia di nigeriani vengono qua senza documenti e noi, pur avendo fatto vaccini per la febbre gialla, italiani che vogliono portare sviluppo in Nigeria, non possiamo farlo… mi spiace, ci riproveremo, forse a qualcuno dava fastidio? A qualcuno del governo italiano? A qualcuno del governo nigeriano?”.

Incalzato dal direttore di Radio Padania, Alessandro Morelli, il segretario sfodera un paio di perle in pieno stile leghista: “Con il vaccino della febbre gialla sono rimasto a letto due giorni – racconta -. Ma con la gente che gira a Milano in questo periodo, forse non l’ho fatta per niente”. E continua: “Avevamo comprato pure i biglietti, non in business ovviamente ma in economy, anche perché non stavamo andando a Portofino in vacanza. Pazienza, riproveremo la prossima volta e saremo più fortunati. Se devo essere rigoroso, devo ammettere che la Nigeria difende i sui confini… noi invece un po’ meno”. E scherza: “Potrei sempre andarci da clandestino, ma non mi permetterei mai, prima di andare a casa di qualcuno chiedo sempre permesso. Solo non vorrei che questo permesso negato sia stato ispirato da qualcuno a cui dà fastidio che la Lega si impegni per un paese africano”.

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