Il decreto sta prendendo forma in queste ore: il corpo forestale dello Stato si avvia verso la soppressione e l’assorbimento nell’arma dei carabinieri. I dettagli arriveranno con il testo attuativo della riforma della pubblica amministrazione, approvata ad agosto. Intanto, il fronte sindacale si mobilita contro Marianna Madia, ministro della Funzione pubblica, accusata di “avere raccontato un sacco di balle”, prendendo in giro il parlamento, di mettere a repentaglio la lotta ai reati ambientali e alle ecomafie e di militarizzare un corpo di polizia civile.

Per il 25 settembre, Cgil, Cisl e Uil hanno convocato un’assemblea nazionale presso il ministero delle Politiche agricole, alle dipendenze del quale lavorano i 7mila uomini della guardia forestale. E anche il sindacato Ugl si unisce al coro di protesta delle sigle confederali. “E’ ormai evidente – spiega Danilo Scipio, segretario generale di Ugl corpo forestale dello Stato – che il ministro Madia, pur di ottenere i voti necessari a far approvare il ddl sulle amministrazioni pubbliche, ha raccontato al parlamento un sacco di balle sulla riorganizzazione del corpo forestale dello Stato”. Il sindacalista ricostruisce il dietro le quinte dell’operazione del governo. “E’ risaputo che su input della Presidenza del Consiglio, il comando generale dell’Arma e l’ispettorato generale del corpo stanno lavorando da tempo alla soppressione del corpo forestale”, prosegue Scipio. “E’ chiaro – conclude il sindacalista – che aver previsto l’assorbimento in altra forza di polizia quale mera eventualità è una presa in giro per il Parlamento e, soprattutto, per i cittadini italiani, che verranno privati dell’unica forza di polizia specializzata nella lotta ai reati ambientali ed alle ecomafie“.

Sulla stessa linea, anche i colleghi della Cgil. Salvatore Chiaramonte, segretario nazionale Fp Cgil, spiega di essere contrario all’idea che “7mila persone siano militarizzate da un giorno all’altro”. Questa manovra, sottolinea una nota sindacale, provocherà “la perdita delle conquiste ordinamentali e contrattuali che hanno fin qui legittimamente consentito agli appartenenti al Corpo forestale dello Stato di esercitare i propri diritti sindacali e individuali di cittadinanza”. E anche da parte di Chiaramonte arriva l’attacco nei confronti del ministro Madia: “Dice bugie perché non vi sarà nessuna riorganizzazione e nessun risparmio. Basti pensare a quanto costerà dotare il nuovo personale di divise e mezzi. Al massimo, avremo uno spezzatino di quello che era il corpo forestale. E il servizio non migliorerà: temo per la sua sopravvivenza”. Ma alla base del provvedimento, nelle intenzioni del governo, c’è la volontà di evitare sovrapposizioni tra i vari corpi di polizia. “Se vogliamo cancellare le duplicazioni, sono d’accordo – risponde il sindacalista – Abbiamo anche avanzato delle proposte in merito. Ma le vere sovrapposizioni sono quelle tra carabinieri e polizia di Stato. Eppure nessuno ci vuole mettere mano”.

Infine, dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti arriva un avvertimento al governo. Il presidente Alessandro Bratti ha inviato una lettera al premier Renzi e al ministro Madia. Pur apprezzando la riforma, il deputato Pd ha sottolineato “l’assoluta esigenza di mantenere e potenziare l’attività di tutela dell’ambiente e di contrasto all’illegalità, espletato dal Corpo Forestale dello Stato”. La commissione si augura che “venga mantenuto il know how che caratterizza il Corpo forestale” e conclude: “Non possiamo permetterci un abbattimento o abbassamento di livelli di professionalità e specializzazione”.