La pazza idea del leghista Roberto Calderoli: niente ostruzionismo sulla riforma del Senato in cambio della grazia per Antonio Monella, l’imprenditore bergamasco condannato per omicidio volontario dopo aver ucciso il diciannovenne albanese Ervis Hoxa per impedirgli di rubare il suo suv. Ad inizio agosto Calderoli aveva depositato cinquecentomila emendamenti per impallinare la riforma del Senato, promettendone altri 6 milioni e mezzo per la battaglia in Aula che inizierà il prossimo 8 settembre. Ieri il leghista ha tentato il colpo gobbo proponendo uno scambio: “Sono pronto a ritirare gli emendamenti se arriva la grazia per un innocente”. La proposta è stata enunciata dal vicepresidente del Senato alla Berghem Fest di Alzano Lombardo, uno degli eventi estivi del Carroccio, poi ribadita in un’intervista al quotidiano La Repubblica: “La smetto con l’ostruzionismo se il ministro Orlando trasmette gli atti per il provvedimento di clemenza a Mattarella”. Poi puntualizza: “Il mio atteggiamento negativo rispetto al ddl costituzionale resta, non do certo il via libera a quel testo. Ritiro solo gli emendamenti in commissione, evito l’ostruzionismo”. Per il leghista, quindi non si tratta di baratto: “Cedo solo sull’ostruzionismo. Restano quattro emendamenti, compreso quello sul Senato elettivo”, poi aggiunge: “E’ una battaglia di giustizia, non di politica. Monella si è difeso, magari ha ecceduto, però gli sono entrati in casa mentre c’erano moglie e figli. Io non so come reagirei, sinceramente. Per carità, ha sbagliato. Ma da un anno è in carcere. E ha anche risarcito le vittime”.

Non si sono fatte attendere le reazioni politiche, la vicepresidente del senato Valeria Fedeli ha bollato come “improprio” lo scambio propoosto da Calderoli: “Mettere sullo stesso piano la riforma del Senato e la grazia ad Antonio Monella non sta in piedi, io non concepisco che Roberto Calderoli abbia proposto questo scambio improprio. E’ un fatto di correttezza istituzionale, sono contraria a questo scambio; se poi Calderoli decidesse di ritirare gli emendamenti, sarebbe un fatto di intelligenza politica, l’aver prodotto così tanti emendamenti ha determinato un caos enorme: non si fa opposizione in questo modo distruttivo”. 

Il portavoce del gruppo Ala, Vincenzo D’Anna, ha parlato invece di “sconcerto” per la proposta del leghista: “Il baratto – spiega D’Anna – non è tra le forme costituzionalmente previste per svolgere l’attività parlamentare né può essere tollerato quello richiesto da Calderoli che, da buon leghista, piega alla necessità della propaganda politica anche il fondamentale principio giuridico che il reo sconti effettivamente la pena”.

Antonio Misiani, deputato bergamasco del Pd, aveva commentato a caldo: “Non esiste alcun baratto sugli emendamenti di Calderoli. Evidentemente, temendo la bocciatura in blocco dei suoi emendamenti-fotocopia, il senatore leghista sta cercando furbescamente una via d’uscita legandone il ritiro ad una vicenda del tutto diversa, l’invio al presidente Mattarella degli atti sulla richiesta di grazia per Antonio Monella. È una idea strampalata, che la dice lunga sullo scarso senso delle istituzioni degli uomini di Salvini”