C’è una diciottenne e una sedicenne indagata nell’indagine sulla morte di Ilaria Boemi, la ragazza di 16 anni, trovata morta su una spiaggia di Messina il 10 agosto. Secondo gli investigatori, avrebbe acquistato la sostanza stupefacente ingerita dalla ragazza. Si tratta della seconda indagata, dopo che l’inchiesta aveva coinvolto un’altra ragazza di sedici anni: per lei gli inquirenti ipotizzano il reato di cessione di sostanze stupefacenti per avere  dato l’ecstasy o cristalli sciolti in una bevanda a Ilaria.

La denuncia in stato di libertà, che potrebbe aggravarsi con la contestazione del reato di morte come conseguenza di un altro delitto, è stata formalizzata dalla Procura per i minorenni di Messina. La polizia, dopo aver ascoltato la sedicenne per ore, sta cercando di verificare la sua testimonianza.

A lei gli investigatori sono arrivati dopo il racconto dei due amici, una sedicenne e un ragazzo maggiorenne, che erano con Ilaria quando è stata colta dal malore. I due ragazzi hanno chiesto aiuto ai passanti e quando hanno visto arrivare l’ambulanza sono scappati per la paura: sapevano che Ilaria aveva preso la pastiglia di “ecstasy cattiva“, come l’ha definita il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita. Anche se per sapere cosa abbia ucciso la ragazzina bisognerà aspettare gli esiti degli esami tossicologici che arriveranno entro 60 giorni. Gli investigatori hanno una ricostruzione abbastanza chiara sulla vicenda, anche se mancano ancora alcuni tasselli: se la sedicenne denunciata, ad esempio, ha agito da ‘amica’ o da ‘pusher’. Non tutte le persone sentite, compresi molti minorenni, avrebbero fornito una collaborazione piena, lasciando molti ‘non ricordo’ e ‘non so’. Dubbi che potranno sciogliere ulteriori indagini e i referti degli esami tossicologici e istologici da parte del medico legale.

Intanto si sono svolti i funerali di Ilaria nella chiesa cristiana avventista stracolma di persone che hanno dato l’ultimo saluto alla sedicenne. “Continuate a scrivere cose false sua mia sorella, vi dovreste vergognare voi non sapete niente” si è sfogato contro i giornalisti Lillo Boemi, fratello di Ilaria. I cronisti sono stati poi fatti allontanare dalla chiesa. “Mia sorella – ribadisce Lillo Boemi – era una bambina, aveva solo 16 anni e tanta voglia di vivere. Non faceva uso di stupefacenti. Se le analisi diranno il contrario vuol dire che qualcuno le ha messo qualcosa in un cocktail che aveva bevuto poco prima”. E quest’ultima potrebbe essere l’ipotesi al vaglio degli investigatori sulla causa della morte.