Come tutti sapete l’attore romano Alessandro Gassmann – esattamente una settimana fa – ha lanciato su Twitter la proposta di una reazione civica al degrado e alla sporcizia di Roma: ripulire la città, partendo ognuno dal proprio angolo, per dare “un esempio di civiltà a chi ci governa e a chi ci insulta” e obbligare “l’amministrazione a reagire”.

Le reazioni sono state varie e le analizzeremo brevemente, ma quello su cui cercherò di porre la vostra attenzione è l’immenso potenziale del web e dei social media nel momento in cui vengono utilizzati in modo professionale. Viceversa, l’uso amatoriale farà perdere una grande occasione.

Rispondendo all’appello di Gassmann, infatti, tante persone si sono mobilitate offline riportando online la loro esperienza. Ma senza il monitoraggio delle conversazioni e un coordinamento centrale l’iniziativa non potrà che restare puramente simbolica, un fuoco di paglia destinato ad esaurirsi nel giro di qualche giorno come già qualcuno sta facendo notare.

Ma facciamo un passo indietro e analizziamo cosa è successo in questi giorni.

Come potete vedere il tweet del 25 luglio di Gassmann ha ottenuto 1.371 retweet e 1.212 preferiti mentre #RomaSonoIo, entrato molto presto in trending topic, ha finora ottenuto questi risultati (raccolti con keyhole):

2015-07-29_181141

785 tweet contenenti #RomaSonoIo (non considerando i retweet) sono stati pubblicati da 596 diversi account, raggiungendo più di 5,3 milioni di persone. Il tutto per un totale di oltre 12,4 milioni di visualizzazioni.

Tra i siti che maggiormente hanno pubblicato contenuti con #RomaSonoIo troviamo lastampa.it, romatoday.it, ilsecoloxix.it e repubblica.it. 

2015-07-29_181252

Questo testimonia come l’iniziativa sia uscita dall’ambiente di Twitter e sia entrata nell’agenda pubblica. Infatti ne hanno parlato non solo i siti di giornali ma anche quotidiani cartacei, telegiornali e giornali radio.

Obiettivo centrato: comunicare con l’ambiente giornalistico e culturale online per incentivare l’opinione pubblica ad un’azione offline.

Tramite la tag cloud con le parole più spesso collegate a #RomaSonoIo, si possono intuire le reazioni e i discorsi provocati dal tweet di Gassmann:

2015-07-29_181318 Entusiasmo (#NoiCiSiamo, #RomaPulita, #SalviamolItalia)

Solidarietà (#ItaliaSonoIo, #MilanoSonoIo)

Critica (#iohogiàpagato)

Ironia (#ChiamateGassmann, #ErSanCamilloSonoIo)

Vediamo ora due campagne online in cui organizzazione e coordinamento hanno consentito il raggiungimento di obiettivi straordinari.

#LaTrattativaContinua è una campagna nata per raggiungere un obiettivo unico nella storia del cinema italiano: far tornare nelle sale un film che era uscito dalla programmazione, ovvero La Trattativa di Sabina Guzzanti.

Schermata 2015-08-01 alle 18.39.48

Gli strumenti sono stati:

1) le pagine Twitter e soprattutto Facebook della regista per divulgare la campagna e coinvolgere le persone interessate,

2) la creazione di un gruppo Facebook ad hoc per misurare il coinvolgimento delle persone per la specifica iniziativa e motivare i sostenitori attivi della campagna,

3) la diffusione di un questionario Google per coordinare e contattare direttamente le persone intenzionate a vedere il film.

#LaTrattativaContinua, mobilitando decine di migliaia di cittadini, ha fatto capire che l’interesse nei riguardi del film (tutt’altro che un flop) era molto alto. Nell’arco di 8 mesi La Trattativa è così tornata in tutta Italia in 265 cinema con 685 proiezioni.

Emblematico ciò che ha scritto ieri la regista: “Vi ricordate quando il 14 Novembre scorso abbiamo deciso che il film sarebbe rimasto nelle sale finché la mafia non esce dallo Stato? Ebbene arrivati alla seicentottantacinquesima proiezione possiamo dire che siamo gente di PAROLA!”

2015-07-30_180822

Un caso molto diverso è rappresentato dalla lunga battaglia di Legambiente e LAV (Lega Anti Vivisezione) che ha portato, il 18 luglio 2012, alla chiusura dell’allevamento Green Hill e al sequestro di quasi 2.700 cani di razza beagle destinati alla sperimentazione.

2015-07-31_200934

In questo caso, gli strumenti di campagna sono stati principalmente le petizioni (da firmare online e tramite la rivista mensile) e il coinvolgimento, pubblicizzato tramite video YouTube, di testimonial importanti del mondo musicale, come i Subsonica, Tiziano Ferro e Giorgia. La campagna si è così diffusa nell’opinione pubblica e ha dato voce a una grande mobilitazione offline, culminata con due manifestazioni cui hanno partecipato migliaia di persone.

La campagna ha ottenuto anche risultati processuali: Green Hill è stato chiuso, la Lav e altre associazioni si sono costituite parte civile nel processo per maltrattamento e uccisione di animali conclusosi (in primo grado) il 23 gennaio 2015 con la condanna del co-gestore e del veterinario dell’allevamento. La custodia giudiziaria dei cani è stata affidata alla Lav e a Legambiente, che si sono successivamente occupati di trovare una sistemazione a ognuno dei 2.639 beagle: 2.639 persone e famiglie mobilitate nel giro di poche settimane e coinvolte al punto da adottare un cane.

Inoltre, il 29 marzo 2014, anche in seguito alla lunghissima battaglia della Lav e al clamore suscitato dal caso Green Hill, è entrato in vigore il nuovo Decreto Legislativo n. 26/2014 sulla sperimentazione animale, recepimento della Direttiva europea 63/2010.

Negli ambiti più disparati, con strumenti diversi (Facebook, Twitter, Youtube, petizioni, riviste, testimonial…), si possono mobilitare centinaia di migliaia persone, anche partendo da un semplice tweet. Ma c’è bisogno di un grande lavoro di coordinamento e organizzazione per raggiungere risultati importanti. Il Web e i Social Media aiutano la diffusione della campagna, ne aumentano la risonanza, ma non la rendono un lavoro semplice. L’ho provato sulla mia pelle con l’ideazione e sviluppo della campagna #LaTrattativaContinua.

Per questo spero che Alessandro Gassmann colga questa grande opportunità e a Settembre, quando tornerà in Italia, stupisca tutti con il coinvolgimento di migliaia di romani, e non solo romani.

Su Twitter mi trovate qui: @GherardoLiguori

Articolo scritto in collaborazione con Caterina Pregliasco