La Commissione Ue boccia la proposta di bilancio della presidenza che prevede tagli per 141 miliardi: “Compromette priorità fondamentali”
La proposta del bilancio Ue avanzata dalla presidenza di turno dell’Irlanda per il settennio 2028-2034 è stata bocciata dalla Commissione, che “deplora la significativa riduzione dell’entità complessiva”. “Come ha osservato la Presidente von der Leyen in un discorso a Strasburgo la scorsa settimana – ha dichiarato una portavoce di Palazzo Berlaymont durante il briefing quotidiano alla stampa -, tagli ingenti rischiano di compromettere le priorità fondamentali su cui abbiamo concordato collettivamente”.
Ma di quali cifre parliamo? Per avvicinare le posizioni dei Ventisette – che dovranno votare all’unanimità il bilancio – la presidenza del Consiglio Ue aveva proposto un taglio da 141 miliardi di euro, salvaguardando agricoltura e coesione. La nuova proposta irlandese per il negoziato riduce così dell’8% le richieste della Commissione – che erano di 1.763 miliardi -, portando il Quadro finanziario pluriennale a 1.622 miliardi di euro. I tagli si concentrano in modo particolare sugli strumenti di emergenza e di flessibilità, rendendo la spesa europea più rigida e meno attrezzata per far fronte a crisi improvvise (come calamità naturali, alluvioni, siccità, pandemie o shock energetici). Il piano prevede un taglio del 3% della spesa per lo sviluppo regionale, l’agricoltura e la pesca, rispetto ai dati della Commissione stessa (la voce di spesa più consistente del bilancio), e una riduzione del 13% della spesa per la competitività e la sicurezza. Compaiono anche 55 miliardi di euro di nuove opzioni di finanziamento derivanti dai dazi doganali, da una quota dei proventi che i governi dell’UE ottengono dalla vendita di permessi di emissione di CO2 alle imprese e da un contributo forfettario annuale da parte delle grandi aziende operanti nell’UE, tra le altre fonti.
I parlamentari del Parlamento europeo, che auspicano un aumento del 10% della proposta della Commissione da 2 trilioni di euro, hanno affermato che il piano irlandese indebolirebbe l’Europa e non otterrebbe il loro consenso. Dall’altra parte, Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Danimarca chiedono tagli ben più consistenti. Nei giorni scorsi, guardando all’Italia, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida rivendicava la salvaguardia della Pac, ma giudicava una “follia” il taglio di 2,5 miliardi alla riserva per le emergenze agricole. La proposta irlandese sarà discussa a Bruxelles il 15 e 16 ottobre.
“Abbiamo bisogno – ha spiegato il portavoce della Commissione – di un bilancio all’altezza delle ambizioni dell’Europa e che ci metta in condizione di realizzarle”, esprimendo “preoccupazione per la sostanziale riduzione della flessibilità del bilancio, compresi i tagli agli strumenti concepiti per far fronte a esigenze impreviste e a situazioni di crisi”. “La flessibilità – ha detto – è fondamentale affinché il bilancio rimanga efficace e capace di reagire ai cambiamenti nel corso dei prossimi sette anni”. Un altro motivo di preoccupazione è il fatto che la proposta di compromesso della presidenza Ue “indebolisca il legame tra i piani nazionali e regionali e le raccomandazioni specifiche per paese, limitando la capacità del bilancio Ue di promuovere riforme”. “Riforme e investimenti – ha sottolineato – devono procedere di pari passo”. “Per quanto riguarda il lato delle entrate del bilancio, accogliamo con favore il fatto che tutte e cinque le nuove proposte della Commissione sulle risorse proprie rimangano sul tavolo; tuttavia, mantenerle sul tavolo non è sufficiente”, ha aggiunto il portavoce, sottolineando la necessità di “progressi decisivi verso un accordo, poiché tali nuove risorse sono essenziali per finanziare le nostre priorità comuni senza gravare ulteriormente sui bilanci nazionali”. Punto su cui è intervenuta anche Giorgia Meloni, parlando all’assemblea di Assolombarda: “Anche noi vogliamo siano finanziate nuove priorità” nell’ambito del bilancio pluriennale della Ue, tra queste “anche la competitività”, ma “non si possono reperire risorse tagliando su coesione e politica agricola che sono la precondizione per la competitività. Non si può costruire l’autonomia strategica se si taglia sull’unica autonomia che abbiamo, e cioè quello che mangiamo”.
La proposta della presidenza di turno – La presidenza irlandese del Consiglio Ue aveva deciso di mantenere sostanzialmente invariati i fondi per il sostegno al reddito degli agricoltori, aumentando di misura quelli per la coesione e propone invece tagli all’azione esterna, alla competitività e alle spese delle istituzioni europee. Nel dettaglio, il sostegno al reddito agricolo resta fermo a circa 261 miliardi di euro (tutte le cifre a prezzi costanti). Le risorse per la coesione economica, sociale e territoriale, comprese quelle destinate alla pesca, alle comunità rurali e al turismo, salgono da 404,9 a 410,1 miliardi, con un incremento di 5,2 miliardi. La rubrica complessiva che comprende coesione, agricoltura, sviluppo rurale e marittimo e rimborso del Recovery scende tuttavia da 946,4 a 914,2 miliardi, con un taglio di 32,2 miliardi. La riduzione più consistente riguarda la rubrica competitività, prosperità e sicurezza, che passa da 522,2 a 455,6 miliardi, perdendo 66,6 miliardi. Per l’azione esterna, la dotazione di Europa globale scende da 190 a 156,9 miliardi, con un taglio di 33,1 miliardi. Anche le spese amministrative delle istituzioni europee vengono ridimensionate, da 104,4 a 95,3 miliardi, con una diminuzione di 9,2 miliardi. Tra i singoli programmi, Horizon Europe per la ricerca scende da 154,9 a 140 miliardi, Erasmus+ da 36,2 a 34,7 miliardi e il meccanismo per collegare l’Europa, destinato alle infrastrutture di trasporto ed energia, da 72,3 a 61,9 miliardi. Invariato a 149,3 miliardi lo stanziamento per il rimborso del debito del Next Generation Eu, mentre la riserva per l’Ucraina, prevista al di sopra dei massimali del bilancio, viene mantenuta a 88,9 miliardi.