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Botte al consigliere comunale che si batte contro i balneari in Salento: “Un agguato di due incappucciati nel mio garage”

Claudio Martella è stato colpito da calci e pugni all'alba di lunedì nella sua proprietà di Salve: ha riportato lividi e escoriazioni in faccia, sulla bocca e sulle orecchie
Botte al consigliere comunale che si batte contro i balneari in Salento: “Un agguato di due incappucciati nel mio garage”
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Aggredito e pestato all’alba Claudio Martella, il consigliere anti-balneari. È accaduto stamattina a Salve, comune salentino in cui ricadono le favolose spiagge di Pescoluse e i suoi ricchi lidi balneari. “È stato un vero e proprio agguato: due uomini incappucciati mi hanno aggredito e pestato in casa mia. Un agguato dovuto alla mia attività politica e alle battaglie che conduco nella mia comunità”, afferma Martella che anche nei giorni scorsi si è esposto in una denuncia pubblica nella trasmissione televisiva Mi Manda Rai 3 in un servizio che ha poi portato a una tempesta amministrativa e alle dimissioni di un’assessora.

Come ogni mattina Martella, dipendente della Provincia di Lecce, è uscito dalla porta di casa alle 6.30 per entrare nello scantinato che funge da garage e prendere l’automobile. “Appena uscito, vedo due uomini con una tuta nera e un cappuccio nero in testa uscire da uno stanzino”, racconta il consigliere. “Appena il tempo di dire ‘chi siete?’ e mi sono venuti addosso e hanno cominciato a darmi calci e pugni in faccia. Io sono caduto faccia a terra vicino alla macchina e loro hanno continuato a darmi pugni sulla testa. Sarà durato un minuto, un minuto e mezzo ma a me è sembrata una eternità. Poi alla fine hanno mollato la presa e sono scappati via. Non hanno mai parlato, neanche una parola: solo mazzate. Un agguato in piena regola”, dice Martella che ha riportato lividi e escoriazioni in faccia, sulla bocca e sulle orecchie. Una videocamera di sorveglianza, presente in zona e i cui fotogrammi sono stati acquisiti dalla polizia scientifica, confermerebbe la dinamica dei fatti.

Si tratta di un atto che fa salire la tensione già altissima nel piccolo paese, 4mila abitanti e un’alta densità di concessioni balneari. Da tempo Martella si batte contro quello che chiama un “sistema” che intreccia gli affari degli stabilimenti balneari e la politica locale. A marzo scorso aveva denunciato a ilfattoquotidiano.it la presenza di un imprenditore balneare che aveva subito una condanna per deturpamento di bellezze naturali al tavolo anti-erosione della Provincia di Lecce. E due settimane fa aveva rilasciato una intervista dai toni fortemente critici all’inviata della trasmissione Mi Manda Rai 3 Chiara De Antoni, che aveva documentato come una concessione di spiaggia libera con servizi sul litorale di Pescoluse era stato trasformata di fatto in uno stabilimento balneare. Il tutto a pochi passi dal chiosco in cui lavorava Silvana Simone, in quel momento assessora comunale al Commercio. “Chi affitta ombrelloni porta voti” erano state le parole della Simone all’inviata del programma di Federico Ruffo: “Su un paese di 4mila abitanti dove si vince per 150-200 voti, secondo lei le amministrazioni in generale ritirano il regolamento e dicono ‘Ragazzi qui non si fa niente?'”.

Parole che avevano portato il sindaco Francesco Villanova a revocarle le deleghe. Il caso è poi finito anche al centro di un acceso consiglio comunale tenutosi il 5 ottobre. E ora avviene l’aggressione ai danni del consigliere comunale. C’è un legame tra questi fatti e il pestaggio? “Non posso dirlo con certezza ma i nervi scoperti qui a Salve sono quelli che sappiamo e le mie battaglie sono ampiamente uscite fuori a livello pubblico. Il movente riguarda le mie prese di posizione sui temi scottanti della mia comunità: questo lo dico senza nessuna remora”. Cosa si aspetti ora il consigliere dalle istituzioni, a partire dalla Prefettura e dalla procura di Lecce, è chiaro. “Mi aspetto che questo sia l’occasione per fare piena luce su settori opachi – insiste Martella – che continuano a rimanere tali perché evidentemente non si ha ancora la forza da parte di chi dovrebbe farlo di rompere certi legami. L’ho sempre detto e lo ripeto: qui c’è un sistema da scardinare”.

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