Era stato adottato dal 1979 come metodo di controllo demografico. Ma nei prossimi mesi la Cina abbandonerà la politica del figlio unico, che puniva con sanzioni pecuniarie i trasgressori. A riferirlo è il China Business News, citando un funzionario anonimo della Commissione nazionale per la Salute e la pianificazione familiare, convinto che l’annuncio da parte del governo potrebbe essere già dato alla fine del 2015 o al massimo all’inizio del prossimo anno.

A convincere il governo a rivedere la controversa normativa, a favore di un nuovo regolamento che permetterebbe a tutte le coppie cinesi di avere almeno due figli, è l’invecchiamento della popolazione cinese, mentre il bacino della forza-lavoro si sta pericolosamente restringendo. E a questo si sommano i problemi sociali, economici e ambientali che ne derivano.

A marzo il primo ministro Li Keqiang aveva annunciato che il governo avrebbe “spinto per una riforma della gestione per il controllo delle nascite“. Ma interpellato dal China Daily, il governo si è limitato a dire che sull’argomento “non è ancora stato fissato un calendario”. La riforma rappresenterebbe il secondo allentamento consistente, in due anni, della politica di controllo demografico. Prima della sua introduzione alla fine degli anni Settanta esistevano anche alcune eccezioni che consentivano di avere più di un figlio alle famiglie appartenenti a minoranze etniche o alle coppie che vivevano nelle campagne il cui primo figlio era una bambina.

Nel 2013 a molte coppie cinesi, se uno dei genitori era figlio unico, è stato permesso di avere due figli, oltre un milione sono state quelle che ne hanno fatto richiesta. Tanto, ma non all’altezza delle stime della Commissione, che aveva previsto circa due milioni di richieste all’anno e significativamente al di sotto del tasso di natalità necessario per mantenere la popolazione costante.

Secondo le stime Onu il Paese avrà quasi 440 milioni di over 60 entro il 2050. Nel frattempo, la popolazione in età lavorativa – tra i 15 e 59 anni – è scesa di 3,71 milioni rispetto allo scorso anno. Una tendenza che si prevede continuerà ancora. Per Liang Zhongtang, esperto di demografia presso l’Accademia di Scienze Sociali di Shanghai, la politica del figlio unico “avrebbe dovuto essere abolita da tempo” e si tratta di una questione non solo “di libertà riproduttiva”, ma anche “di rispetto dei diritti umani fondamentali”.