(foto di Gergely Botár – kormány.hu)

L’Ungheria ha avviato i lavori di costruzione del muro lungo il confine con la Serbia per bloccare il flusso dei migranti in ingresso provenienti in particolare dal Medio Oriente e Africa, di passaggio dalla Turchia, Grecia e dalla regione balcanica.

“L’esercito ungherese è oggi pronto a iniziare i lavori di costruzione del muro di controllo delle frontiere”, ha detto il ministro della Difesa magiaro Csaba Hende alla conferenza stampa tenutasi giovedì 16 luglio a Morahalom, città situata sul confine serbo-ungherese. Secondo quanto riportato dall’Ufficio comunicazioni internazionali del primo Ministro Viktor Orban, i lavori inizieranno contemporaneamente in 10-12 località differenti lungo il confine, saranno coinvolti nel complesso circa 900 militari e saranno completati entro il prossimo 30 novembre.

Alla presentazione ufficiale d’inizio dei lavori è intervenuto anche il ministro degli Interni Sandor Pintér, secondo cui “le autorità magiare hanno arrestato nel 2015 lungo la frontiera 80 mila migranti irregolari”. Le forze di Difesa ungheresi hanno iniziato a edificare la barriera che sarà alta 4 metri e della lunghezza di 175 chilometri.

La costruzione del muro è arrivata in seguito alla decisione del 6 luglio, quando il Parlamento di Budapest  aveva approvato con i voti della maggioranza governativa e degli estremisti nazionalisti di Jobbik una legge che prevede l’espulsione con procedura accelerata degli immigrati dall’Ungheria e la costruzione di una barriera lungo la frontiera con la Serbia. Contro l’iniziativa del governo Orban, si è espresso mercoledì 15 luglio il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz: “La costruzione di muri in Europa non è una soluzione, e l’Europarlamento non approva la decisione dell’Ungheria. L’Europa ha bisogno – ha detto Schulz in conferenza stampa congiunta con il premier serbo Aleksandar Vucic – di una soluzione efficiente basata sulla solidarietà”. Il ministro degli Interni Pinter ha ribadito che “il governo di Budapest ha deciso la costruzione del muro tenendo conto delle pratiche europee in merito”.