Una mostra di opere di collezionisti, allestita in uno spazio privato ma finanziata con un sostanzioso contributo pubblico. Si chiama “Il manichino della storia” l’esposizione in programma dal 18 settembre fino a fine gennaio 2016, a Modena, per la quale il Comune ha messo sul tavolo 550mila euro, e l’affitto di un’area dell’ex Manifattura Tabacchi, pari a 50mila euro all’anno per sei anni. Un’operazione dai grandi numeri e dai grandi nomi: dietro l’idea ci sono lo chef modenese Massimo Bottura e il gallerista Emilio Mazzoli. A un mese dalla presentazione, però, la città si è spaccata in due, e l’iniziativa si è trasformata in un caso politico, con i partiti di opposizione che accusano l’amministrazione di favorire cooperative e collezionisti, gli alleati di Sel, preoccupati delle ripercussioni sulle altre iniziative culturali.

Allestita nell’ambito del Festival della Filosofia e curata da Richard Milazzo, per un compenso di 48mila euro, l’esposizione avrà 90 opere di arte contemporanea internazionale: quadri e sculture realizzati negli ultimi trent’anni da 45 artisti, e finora custoditi in collezioni private modenesi. Tra le firme ci sono William Anastasi, Donald Baekler, Jean Michel Basquiat, Carlo Benvenuto, Enzo Cucchi e Franco Vaccari. In tutto i costi sostenuti dalle casse pubbliche e spalmati su due bilanci ammontano a 550mila euro, tra assicurazioni, personale, trasporto delle opere, vigilanza e accoglienza. La mostra, fa sapere il Comune, “nei 500 metri quadri dell’ex Manifattura potrà avvalersi di 200 metri lineari alle pareti utilizzabili per le opere, sale monumentali di altezza compresa tra i 3,20 e i 5,20 metri, oltre che di ampi spazi esterni per posizionare installazioni di grandi dimensioni”.

Ma è proprio la scelta dello spazio uno dei punti più controversi. Da poco riqualificata, l’ex Manifattura è di proprietà della Quadrifoglio Modena, società costituita da un’impresa partecipata dalla Cassa depositi e prestiti e da un gruppo di cooperative. E tra queste ultime figurano anche alcuni finanziatori della campagna elettorale del sindaco Gian Carlo Muzzarelli (come la Cooperativa muratori e braccianti di Carpi). Per affittare lo spazio dell’ex Manifattura, il Comune sborserà 50mila euro all’anno per sei anni. In tutto 300mila euro. Secondo il vicesindaco Gianpietro Cavazza, la decisione di allestire lì la mostra è arrivata dopo una valutazione di tutti gli spazi a disposizione del Comune. “Alla fine – ha spiegato in Consiglio comunale – è emerso che, per le esigenze e le caratteristiche delle opere, l’unico luogo adatto è quello dell’ex Manifattura”.

Dal lato opposto c’è il Movimento 5 stelle, durissimo contro l’iniziativa. “ La mostra – ha attaccato la capogruppo in Regione, Giulia Gibertoni – non porterà benefici a nessuno, se non agli espositori privati e a quei costruttori che vedranno riempito, grazie all’affitto pagato dal Comune, uno spazio destinato a restare vuoto chissà per quanto altro tempo ancora”. In un ‘interrogazione depositata in Regione, i 5 stelle hanno messo nel mirino anche la scelta di dare rilievo a collezioni private. “Il compito primario delle istituzioni culturali è quello di permettere al patrimonio di svolgere la sua vera funzione pubblica, che non è certamente quella di valorizzare con denaro pubblico le opere, pur meritevoli, in mani private. In Italia e nella nostra regione c’è un cospicuo patrimonio pubblico d’arte troppo spesso in pessimo stato di conservazione e manutenzione”. Dubbi sono arrivati anche da Sel, che pure fa parte della maggioranza in Comune. In questo caso la questione ruota soprattutto attorno al contributo, di certo non irrilevante per le casse del comune, e sulle conseguenze che un sacrificio del genere avrà sulle iniziative culturali più piccole e con nomi meno noti.

Intanto anche la Regione ha preso le distanze, nonostante Muzzarelli abbia assicurato una partecipazione di viale Aldo moro. Nella risposta all’interrogazione dei 5 stelle, l’assessore alla Cultura Massimo Mezetti ha precisato che la mostra non “rientra nella programmazione culturale della Regione” e quindi “nessuna risorsa è stata allocata sul bilancio regionale, né tantomeno la Regione ha individuato le due persone in questione (Bottura e Mazzoli, ndr) come promotori dell’iniziativa”. L’organizzazione dell’esposizione quindi potrà attingere solo al fondo di 300mila euro, che la Regione ha riservato alla città di Modena per le iniziative legate a Expo.