La Camera dei deputati dal 2013 al 2015 ha fatto uscire dalle casse dello Stato 223 milioni di euro in meno. Per la prima volta in dieci anni Montecitorio per il suo funzionamento ha speso meno di 1 miliardo di euro, quasi il 20% in meno rispetto a dieci anni fa. Resta alta, anzi è aumentata, con un + 9,47%, la voce relativa alle pensioni. E restano anche voci come quella relativa ai rimborsi di spese sostenute dagli ex deputati: basta pensare che per i loro rimborsi di viaggio si spende ancora 900mila euro l’anno.

Questi i dati che emergono dal progetto di bilancio per l’anno finanziario 2015 deliberato dall’ufficio di presidenza di Montecitorio. Lunedì 20 luglio toccherà all’assemblea esaminare il bilancio di previsione 2015; mercoledì 22 ci sarà la votazione. L’ufficio di Presidenza ha inoltre approvato la richiesta dei 5 Stelle: dal prossimo anno il documento sarà più dettagliato e ci saranno tante altre voci di descrizione, circa 270.

Tra i risparmi più consistenti c’è quello per la locazione di immobili. “Grazie alla norma sugli affitti d’oro”, dicono i grillini, “che ha consentito il recesso dai contratti salasso coi palazzi Marini, la Camera ha risparmiato la bellezza di quasi 39 milioni di euro in un anno”. Al capitolo 55 infatti si registra un meno 91,7 per cento: solo per i servizi accessori alle locazioni si passa da 14.875.000 a 305.000 euro. Al centro di tutto c’è, in effetti, il recesso anticipato dei contratti di locazione dei cosiddetti Palazzi Marini sui quali, però, c’è una ipotesi di contenzioso nell’aria. La ‘spesa’ risparmiata per ora è finita nella cassetta dell’avanzo di amministrazione 2016; tocca aspettare ma comunque, assicurano alla Camera, non è ipotizzabile un ritorno al passato.

Ci sono, poi, le spese sul personale, con un -7.90% (circa 212 milioni nel 2014, 195mila circa nel 2015), frutto di ‘tagli’ ma anche di altre misure (tanti i ricorsi in corso); tra le spese diminuite quella relativa alle spese per cure derivanti da invalidità di servizio, con un -39,53%. Aumenta, invece, la voce pensioni con un +9,47%: si passa da circa 235 milioni nel 2014 ai circa 257 milioni nel 2015. Quanto alle spese per i gruppi parlamentari c’è un leggero calo dello 0,31% per un costo complessivo di circa 32 milioni di euro. Il contributo per il Pd nel 2014 è stato pari 14 milioni di euro, circa 2 milioni in più rispetto all’anno precedente. Nelle casse di Forza Italia sono entrati poco più di 3 milioni, quasi come l’anno precedente, mentre in quelle di Sel poco più di 1,5 a fronte di poco più di 1,4 nel 2013. E se Ap ha ricevuto poco più di 1,2 milioni e Sc 1,3, alla Lega Nord sono andati 996mila euro a fronte di 804mila nel 2013.