L’utilizzo degli inceneritori dell’Emilia Romagna sarà limitato al fabbisogno regionale. E’ quanto sancisce un’intesa raggiunta tra la Regione e le società di servizi Hera e Iren, che gestiscono gli impianti di smaltimento, in merito a un eventuale flusso di rifiuti da territori oltre i confini regionali. A poche ore dalla manifestazione indetta a Parma dal sindaco Federico Pizzarotti contro lo Sblocca Italia che contempla la possibilità di aprire le porte degli inceneritori ad altre regioni, da Bologna arriva un segnale che va nella direzione della lotta che i 5 stelle portano avanti da anni nel parmense e non solo. “Con quest’accordo si superano le preoccupazioni dei cittadini e degli enti locali conseguenti alle applicazioni dell’art. 35 del decreto Sblocca Italia”, afferma l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo. “Stiamo dialogando con il governo e i nostri parlamentari affinché una nuova strategia nazionale di gestione dei rifiuti si ispiri a questo senso di responsabilizzazione dei territori e delle aziende”.

Il patto con le multiutility prevede di limitare l’utilizzo degli impianti dimensionati “per assicurare esclusivamente l’autosufficienza regionale, secondo le esigenze dei rispettivi ambiti territoriali di gestione”. Questo non significherà che l’immondizia non si potrà più importare da fuori, ma che ciò sarà possibile solo per emergenze temporanee. “I rifiuti urbani da fuori Regione – si legge nella nota – potranno essere trattati, nei limiti delle autorizzazioni esistenti o risultanti dalle valutazioni di impatto ambientale, esclusivamente per eventuali emergenze di durata limitata in un’ottica di solidarietà fra territori previa autorizzazione della Regione Emilia-Romagna”.

Il potere sui rifiuti dunque passerà nelle mani della giunta di via Aldo Moro, dove il presidente Stefano Bonaccini nei giorni scorsi ha presentato le novità della legge regionale sul settore che dovrebbe essere approvata entro fine anno. Tra le novità come tariffazione puntuale, aumento della raccolta differenziata al 70 per cento, riuso e riciclaggio delle materie e chiusura progressiva delle discariche, il presidente della Regione ha parlato anche di dismissione degli impianti di smaltimento. “Credo che questo piano porterà in prospettiva anche alla chiusura di qualche inceneritore” ha dichiarato, anche se per ora spegnere alcuni degli otto forni rimane soltanto un’ipotesi futura. “Al momento sono solo parole – spiega a ilfattoquotidiano.it il consigliere regionale M5S Gianluca Sassi – nel documento non si fa accenno alla chiusura degli inceneritori, quindi non ci sono impegni concreti da parte della Regione, ma solo dichiarazioni che non hanno valore”. Di certo, commenta Pizzarotti raggiunto telefonicamente da ilfattoquotidiano.it, “la nostra azione è servita a sensibilizzare anche gli altri partiti sul tema. A Parma, per esempio, in consiglio il Pd e le altre forze politiche hanno votato all’unanimità contro l’ampliamento dell’inceneritore di Ugozzolo. Un segnale dalla Regione doveva arrivare per forza”.

Intanto nella città ducale sabato 11 luglio per la manifestazione “Nessun dorma” contro lo Sblocca Italia sono attesi attivisti no termo da tutto lo Stivale, tra parlamentari e consiglieri regionali Cinque stelle, associazioni ambientaliste e semplici cittadini. “Ho invitato tutti, ho scritto ai sindaci, ai vertici e al direttorio – continua Pizzarotti – Ma so già che molti saranno impegnati altrove, anche se mi dispiace. Questa è una battaglia importante”. L’unica a non avere ancora dato un cenno sulla questione è Iren, che proprio qualche mese fa ha avanzato richiesta alla Provincia di Parma di poter ampliare la portata dell’impianto di Ugozzolo di 60mila tonnellate, arrivando a 195mila per capacità di smaltimento, e di ricevere rifiuti da fuori provincia per poter far funzionare l’inceneritore a pieno regime, contravvenendo quindi al patto con gli enti parmensi vigente dalla realizzazione del forno. “La Regione prima di fare accordi con i gestori sarebbe meglio che si consultasse con i territori – punta il dito l’assessore all’Ambiente del Comune di Parma Gabriele Folli – Se Iren vuole ridiscutere quel contratto che ha siglato dovrebbe perlomeno parlarne con l’ente competente che ad oggi è ancora la Provincia e con il Comune che ospita l’impianto”. Secondo il delegato inoltre, nel comunicato non si fa accenno alla richiesta della Spa di aumentare la portata del forno, per cui “il valore della manifestazione rimane immutato rispetto ad una richiesta della città ad un’azienda che vuole fare carta straccia di un accordo tuttora vincolante e per cui stanno cercando in tutti i modi di aggirare le clausole sottoscritte e ribadite non più tardi di due anni fa. Iren invece di trattare con la Regione deve semplicemente ritirare la richiesta di adeguamento allo Sblocca Italia. Punto”.