Fabrizio Montali, dominus del gruppo romano “Metronotte“, leader nel settore della sicurezza e della vigilanza privata, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza. Montali è indagato per una serie di reati tributari, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori. Il gip del tribunale capitolino ha anche disposto il sequestro preventivo del capitale sociale e del patrimonio di Metronotte, dal valore di oltre 94 milioni di euro, nonché il sequestro di circa 60 milioni di euro nei confronti di altri 6 indagati.

Nell’ottobre dell’anno scorso la Prefettura di Roma aveva ritirato la certificazione antimafia alla Città di Roma Metronotte, impegnata fra l’altro nella sorveglianza di importanti sedi pubbliche e istituzionali, dalla Rai alla Banca d’Italia, fino alla stessa Agenzia delle Entrate. Fabrizio Montali, inoltre, a novembre ha subito una condanna in primo grado per usura.

L’inchiesta, denominata “Security”, ha consentito di accertare come Montali fosse l’effettivo e unico titolare di tutte le aziende che costituivano il gruppo Metronotte, attraverso lo schermo di otto società cooperative. L’imprenditore, direttamente legato all’ex cassiere della Banda della Magliana Enrico Nicoletti, nel 2003 e nel 2005 era già stato colpito da provvedimenti cautelari. Secondo gli inquirenti, diverse operazioni societarie sono state realizzate per nascondere il suo ruolo di “dominus”. L’ultima, nell’ottobre 2014, ha riguardato la cessione di una società a prestanome al solo scopo, sostengono i finanzieri, di aggirare il provvedimento interdittivo emesso appena quattro giorni prima dalla Prefettura di Roma, che aveva documentato “situazioni relative a tentativi d’infiltrazione mafiosa”.

L’operazione si è conclusa con la segnalazione all’autorità giudiziaria di 14 persone, a vario titolo coinvolte, per i reati di fittizia intestazione di patrimoni, emissione e utilizzo di false fatture, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, omesso versamento di ritenute ed iva, indebita compensazione di tributi, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, appropriazione indebita aggravata e falso documentale. I sequestri disposti dal gip sono stati effettuati nelle province di Roma, Milano, Genova, Ancona, Bologna, Alessandria, Perugia, Crotone e hanno riguardato conti correnti, 11 immobili, partecipazioni societarie e 7 auto.