Queste World Series of Poker 2015, giunte ormai all’evento 44 sui 68 in programma, una cosa l’hanno dimostrata chiaramente: che il poker non è in alcun modo un gioco d’azzardo. I migliori vincono, eccome.

L’impresa più clamorosa la sta facendo Max Pescatori, il nostro giocatore più famoso, professionista del team Lottomatica. Soprannominato ‘The Italian Pirate‘ per la bandana che spesso portava, fino a una quindicina di giorni fa era l’unico italiano ad essersi aggiudicato due braccialetti, il che significa che aveva vinto due volte un torneo delle World Series of Poker (Wsop), il più importante evento pokeristico del mondo. Gli altri italiani con un braccialetto sono Valter Farina, Dario Minieri, Dario Alioto, Rocco Palumbo e Davide Suriano. Ma lui che ti combina in queste Wsop 2015? Prima vince il terzo all’evento 9, un torneo di Razz con 462 iscritti, poi va a premio varie altre volte e infine va a vincere il quarto nel campionato di Seven Card Stud Hi-Lo con 111 iscritti. La performance è incredibile, vincere due braccialetti nella stessa edizione è cosa rarissima e quest’anno oltre a Max c’è riuscito solo Brian Hastings. Qualche statistica sul 44enne Pescatori alle Wsop. È andato a premio 50 volte, ha raggiunto 9 volte il tavolo finale e come abbiamo visto, ha vinto 4 volte. Notare che è l’unico europeo ad aver raggiunto i 4 braccialetti e ora si trova in compagnia con leggende del poker come Amarillo Slim, Tom MacEvoy e Mike Matusow. E a quota 5 c’è gente come Stu Ungar, Chris Ferguson e Scotty Nguyen.

Ma il nostro Max non ha alcuna intenzione di fermarsi e sotto sotto sta facendo un pensierino al Main Event, il torneo più grosso che laurea il vero campione del mondo e che non è mai stato vinto da un italiano. Se riuscisse ad aggiudicarsi anche quello (ma ci saranno circa 7.000 giocatori) sarebbe davvero come riscrivere la storia del poker. Max è stato spesso accusato di avere moltissima esperienza, ma non troppa tecnica; invece i risultati li sta facendo proprio in varianti molto tecniche, alle quali si è dedicato molto, con studio e applicazione. E si vede.

Ma quali sono queste varianti, che in Italia effettivamente non sono molto conosciute e praticate? Intanto il Razz, il gioco del terzo braccialetto. Si gioca come a Seven-card stud: ognuno riceve 7 carte private, all’inizio 2 coperte e 1 scoperta, poi una alla volta altre 3 scoperte e un’ultima coperta. Ogni nuova carta un giro di puntate. Il Razz però è un gioco ‘Low‘, cioè la differenza è che se c’è uno showdown vince la combinazione più bassa e non la più alta. L’asso singolo conta come 1 e non contano né scala né colore.

Poi il Seven Card Stud Hi-Lo, la specialità dell’ultimo trionfo, ancora più particolare e difficile da interpretare. Si tratta di un gioco ‘High-Low’, cioè il piatto viene diviso fra la miglior mano alta e la miglior mano bassa, a patto che vi sia una mano bassa qualificata (cioè 5 carte diverse non superiori all’8); se non c’è va tutto alla mano alta. Notare che lo stesso giocatore può aggiudicarsi sia la mano alta che quella bassa, combinando come crede le 7 carte a disposizione.

In confronto il Texas Hold’em sembra un giochetto da ragazzi e in effetti penso sia diventata la specialità di gran lunga più praticata, proprio perché è abbastanza facile da imparare nelle sue meccaniche di base e dunque chi impara ha presto l’impressione di essere anche bravino…ma credetemi, quasi sempre è solo un’impressione.

Insomma se c’era ancora qualche scettico lo può chiedere a Max se il poker è solo un gioco di fortuna o se invece non sia l’abilità quella che conta di più. O magari lo può chiedere a Phil Hellmuth che a 50 anni in queste Wsop è arrivato all’incredibile 14esimo braccialetto (dietro di lui Johnny Chan, Doyle Brunson e Phil Ivey fermi a 10). Personaggio controverso Phil, a volte spaccone e pure antipatico, ma i suoi risultati Wsop non sono discutibili: 14 braccialetti (di cui 1 al Main Event e 1 al Main Event Europe), 52 tavoli finali, 109 volte a premio, oltre 12 milioni di dollari vinti.

Se pensate che sia solo un gioco d’azzardo, e che quindi le probabilità di vittoria siano uguali per tutti, perché non sfidate Max o Phil?