“Da parte della Chiesa Cattolica vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci!”. È la richiesta di perdono che Francesco ha pronunciato nella Chiesa valdese di Torino, primo Papa in assoluto a varcare il tempio di questa comunità cristiana in oltre ottocento anni. Una visita storica, quella compiuta da Bergoglio, che ha accettato subito l’invito dei valdesi piemontesi destando non poco stupore tra i fedeli di questo credo religioso, come essi stessi hanno raccontato.

“Fratello Francesco”, lo ha chiamato il pastore valdese di Torino, Paolo Ribet, abbracciandolo. Bergoglio ha sottolineato subito che “riflettendo sulla storia delle nostre relazioni, non possiamo che rattristarci di fronte alle contese e alle violenze commesse in nome della propria fede, e chiedo al Signore che ci dia la grazia di riconoscerci tutti peccatori e di saperci perdonare gli uni gli altri. È per iniziativa di Dio, il quale non si rassegna mai di fronte al peccato dell’uomo, che si aprono nuove strade per vivere la nostra fraternità, e a questo non possiamo sottrarci”. La storia tra i valdesi e i cattolici, infatti, è segnata da un profondo conflitto. Perseguitati, uccisi e accusati di eresia dalla Chiesa di Roma, soprattutto negli anni delle crociate e della Controriforma, i valdesi sono stati costretti a un temporaneo esilio.

Per questo Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, non esita a definire “storica” la visita di Francesco al Tempio di Torino, il primo che i valdesi poterono costruire, nel 1853. Negli anni in cui si costruiva l’Unità d’Italia, infatti, la Chiesa valdese è stata la prima confessione non cattolica a ottenere i diritti civili per i suoi membri. Oggi, come ha ricordato Bergoglio, “le relazioni tra cattolici e valdesi sono sempre più fondate sul mutuo rispetto e sulla carità fraterna“. Numerose, infatti, sono state le occasioni che hanno contribuito a rendere più saldi i rapporti. Importanti sono state le intese pastorali per la celebrazione del matrimonio e la redazione di un appello congiunto contro la violenza sulle donne. Per Francesco un ambito in cui cattolici e valdesi possono “lavorare sempre di più uniti è quello del servizio all’umanità che soffre, ai poveri, agli ammalati, ai migranti“. Per il Papa, infatti, “la scelta dei poveri, degli ultimi, di coloro che la società esclude, ci avvicina al cuore stesso di Dio, che si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà, e, di conseguenza, ci avvicina di più gli uni agli altri”. Bergoglio ha auspicato, infine, che “le differenze su importanti questioni antropologiche ed etiche, che continuano a esistere tra cattolici e valdesi, non ci impediscano di trovare forme di collaborazione in questi e altri campi”. Al termine del suo discorso, Francesco ha recitato la preghiera del Padre nostro insieme a tutti i fedeli presenti.

Twitter: @FrancescoGrana