Alla seconda prova scritta della maturità uno studente su tre ha copiato, grazie al telefonino o con la complicità di qualche bravo compagno preparato.
A fornire questo dato dopo la seconda tappa dell’esame di Stato è un istant pool elaborato da Skuola.net che ha intervistato mille studenti. Per molti (40%) nonostante le tracce fossero in linea con le aspettative si è trattato di una prova difficile. A mali estremi, estremi rimedi: nonostante l’impegno del ministero a evitare l’uso di internet ben il 14%, ovvero uno su sette, ha copiato dallo smartphone riuscendo a guardarlo senza farsi beccare dagli sguardi dei commissari.

Un fallimento per il Ministero che proprio quest’anno si era impegnato a vigilare al massimo sulle prove e in una circolare delle scorse settimane aveva ricordato che “è vietato l’uso di apparecchiature portatili di tipo palmare o personal computer di qualsiasi genere in grado di collegarsi all’esterno degli edifici tramite connessioni wireless o attraverso la rete telefonica”. Pena: l’esclusione delle prove. Persino la Polizia della comunicazione era scesa in campo accanto al Miur ma nulla da fare. Forse i controlli sono troppo blandi o i ragazzi molto furbi. Chi non ha usato Internet ce l’ha fatta grazie ai compagni di classe più bravi che hanno passato il compito (12%). Tra i “copioni” non sono mancati quelli (7%) che sono riusciti ad affidarsi ai classici “pizzini” nascosti nelle scarpe, sotto la camicia o dietro la cintura dei pantaloni. Gli stratagemmi sono sempre numerosi. Un dato interessante che ci fornisce Skuola.net è che non sono emerse grandi differenze di comportamento tra i maturandi. Anzi a copiare sono stati soprattutto gli studenti del classico che di fronte alla versione di Tacito hanno chiesto aiuto a qualche compagno di buon cuore.

La terza tappa è prevista per lunedì quando i ragazzi dovranno affrontare il famigerato “quizzone”. A differenza delle altre due prove, questa non sarà di carattere nazionale ma ogni commissione stabilirà la struttura e la tipologia delle domande. Oggi le commissioni si sono incontrate per decidere su quali e quante materie (fino a cinque come ha ricordato il Miur in una circolare nei giorni scorsi) verterà la prova. I professori si sono basati su un documento di classe del 15 maggio scorso che contiene i testi delle simulazioni. Tra le novità di quest’anno in questa terza tappa dell’esame di Stato ci sarà la disciplina non linguistica insegnata in una lingua straniera secondo il cosiddetto metodo CLIL. Fatta questa si passerà agli orali dove i ragazzi dovranno dimostrare di conoscere il programma svolto alla perfezione sfruttando soprattutto la “tesina” che hanno preparato.