Anche in Piemonte sarà possibile ricorrere all’uso terapeutico della cannabis. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità, e senza emendamenti, la proposta di legge formulata da Marco Grimaldi (Sel) e Marco Giaccone (Piemonte con Chiamparino) una proposta appoggiata anche dal Movimento 5 Stelle con il consigliere Davide Bono.

Ora la Regione dovrà riconoscere “il diritto di ogni cittadino a ricevere cure a base di cannabis e principi attivi cannabinoidi” e per questo dovrà predisporre tutto “nel rispetto della normativa nazionale in materia” e in particolare nel rispetto delle leggi sugli stupefacenti, sui medicinali e sulle cure sperimentali. Il Piemonte si unisce così alle altre regioni che hanno già riconosciuto questo diritto, ma aggiunge un tassello: “Rispetto alla legge della Toscana e della Puglia il nostro testo permette l’insediamento di soggetti produttori autorizzati dai ministeri della Difesa e della Salute”, spiega Grimaldi.

L’uso della cannabis dovrà essere prescritto dai medici e la sua distribuzione avverrà tramite le farmacie. “Potranno usufruirne le persone che hanno dolori neuropatici cronici, sclerosi multipla o Sla, sulle quali non funzionano le terapie standard con gli antinfiammatori – spiega il consigliere Bono, medico -. A quel punto il dottore potrà considerare l’uso della terapia con i cannabinoidi e potrà prescriverla. La cura sarà a carico del sistema sanitario regionale”. Questa soluzione va incontro ai malati che altrimenti dovrebbero spendere 30 euro per ogni grammo consumato quotidianamente nei circa 90 giorni di durata della terapia, una cifra enorme.

La Regione Piemonte avrà tre vie per rifornirsi del farmaco: il primo, più rapido, sarà l’acquisto all’estero dei medicinali; verrà poi la fornitura dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e infine potranno essere avviati dei progetti pilota coinvolgendo l’Università di Torino, il Politecnico, l’Università degli Studi del Piemonte Orientale oppure le associazioni di malati. 400mila euro verranno stanziati per il rifornimento di farmaci nel biennio 2015-16.

Per Grimaldi questa legge è “un miglioramento concreto nella vita di tanti concittadini che hanno pagato a ‘caro prezzo’ le politiche proibizioniste di questi anni”. “Abbiamo voluto prima di tutto rompere un tabù che da troppo tempo agisce come un freno per la ricerca e la sperimentazione, rendendo difficoltoso per tanti malati l’accesso a medicine di cui avrebbero bisogno – ha dichiarato il consigliere di Sel dopo l’approvazione -. Spero che questa legge serva da stimolo alle nostre università e alla Sanità pubblica, per andare avanti nella ricerca e nel miglioramento delle terapie, e che sia prodromica alla produzione anche in Piemonte”.

Tra le proposte lanciate dai consiglieri durante il dibattito in aula c’è anche il rilancio della coltivazione della canapa, un tempo molto diffusa nella provincia di Torino, ma interrotta alla fine degli anni Cinquanta. La legge obbliga la Regione a diffondere la conoscenza sull’impiego della canapa nell’ambito tessile, edile e delle bonifiche ambientali.