La nave della Royal Navy HMS Bulwark sta facendo rotta, assieme ad altre unità europee, verso la Libia “a tutta velocità” per prendere parte a un’operazione di salvataggio di “migliaia” di migranti alla deriva nel Mediterraneo su 14 barconi. Lo riporta SkyNews. A bordo della Bulwark c’è il ministro della Difesa, Michael Fallon. Il capo del “settore centrale” della Guardia costiera libica, il colonnello Reda Issa, ha riferito all’ANSA che “la Marina tedesca” ha salvato un’imbarcazione con “a bordo 200 clandestini al largo del litorale libico” e che altre imbarcazioni sono state avvicinate dalla Marina italiana “a nord di Sabratah”, ad est di Tripoli. La Marina avrebbe raccolto 867 persone. La nave Driade ha cominciato intorno alle 15 il recupero di 560 persone, tra cui donne e bambini, a bordo di un barcone in difficoltà. Contemporaneamente un altra nave italiana, la Vega, comunicava di averne soccorse altre 316. Altre 2mila sarebbero state tratte in salvo dai mezzi del Migrant Offshore Aid Station, l’Ong maltese fondata da Christopher e Regina Catrambone e da Medici Senza Frontiere.

Ma che siano state individuate una quindicina di carrette del mare con a bordo in totale circa 3000 persone lo conferma via twitter anche Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, che riferisce dell’intervento della Marina e della Guardia costiera italiane, fra le altre. Mentre una fonte dell’intelligence di Londra citata dai media accredita la stima di “migliaia di migranti” in pericolo e rilancia l’allarme su possibili ulteriori partenze imminenti, indicando in almeno “mezzo milione” le persone radunate sulle coste libiche in attesa di nuovi imbarchi.

Il ministro britannico Fallon, parlando dalla Bulwark,  ha messo in guardia che l’ondata migratoria potrebbe assumere una dimensione colossale “se l’Europa non si mette d’accordo e inizia ad affrontare il problema alla radice”. Londra ha messo ha disposizione di recente la Bulwark per le operazioni di soccorso dei migranti nel Mediterraneo, ma il governo Cameron ha ripetutamente sottolineato che le persone salvate non saranno accolte in Gran Bretagna, bensì sbarcate in Italia o in Grecia. Su questo non c’è ancora certezza. Secondo alcune fonti tutti 14mila migranti saranno accolti in Italia. Ma non ci sono conferme.

Subito però è scattata la polemica, preventiva, sull’accoglienza. A partire da Maurizio Gasparri che parla di flotta di invasori: “Nessuno osi scaricare in Italia i clandestini che viaggiano in ben quattordici barconi a largo della Libia. Le unità militari intervenute devono prendere questa flotta di invasori abusivi e riportarle verso la Libia. Basta con questa vergogna che alimenta la demagogia di tanti imbecilli e i portafogli di tanti criminali come Buzzi e Odevaine che si riempiono le tasche grazie alle politiche demenziali pro clandestini dei loro riferimenti politici della sinistra. Questa spedizione di massa deve essere respinta. Ora basta”.

Questa mattina gli agenti della squadra mobile della questura di Ragusa, in collaborazione con carabinieri e Guardia di finanza, hanno inoltre fermato due presunti scafisti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta del tunisino Ali Alkaebi, 45 anni, e del gambiano Khan Ousman, 18 anni. Il primo avrebbe condotto una piccola barca con 11 migranti tunisini, un gommone con a bordo 116 centro-africani (72 uomini, 8 donne e 36 minori provenienti dal Centro Africa). Entrambe le imbarcazioni provenivano dalle coste nord africane. I migranti, soccorsi in mare dalla nave “Fenice” della Marina militare, sono stati tutti tratti in salvo e condotti al porto di Pozzallo, nel ragusano.

Gli stessi migranti, che hanno riferito di aver pagato mediamente 1.000 dollari a testa per la traversata, hanno spiegato che gli accordi con gli organizzatori prevedevano l’approdo su una piccola spiaggia del trapanese. Un errore di rotta li ha invece portati in prossimità di Ragusa. Alkaebi e Ousman si trovano ora nel carcere di Ragusa, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli 11 tunisini saranno respinti e riportati nel loro Paese con un provvedimento del questore. È la prima volta che si registra una traversata con così pochi migranti, strategia che secondo gli investigatori sarebbe attuata per eludere i controlli. I migranti hanno riferito di aver pagato mediamente 1.000 dollari l’uomo. Gli organizzatori avrebbero incassato circa 130.000 dollari.