Nella notte delle lunghe maratone elettorali i due Mattei più un terzo Matteo decidono di non comparire in tv ma di aspettare i risultati dello spoglio elettorale lontani da talk show e dirette fiume. Così mentre Renzi ammazza l’attesa giocando alla playstation con il fido Orfini e Salvini dal balcone di casa sua a torso nudo sorseggia un nocino, Luigi Di Maio si concede ai microfoni dello speciale condotto da Enrico Mentana su La 7 e, forte dell’ottimo risultato raggiunto dal Movimento 5 Stelle in queste elezioni regionali sottolinea che “squadra che vince non si cambia” quindi sono estremamente improbabili eventuali alleanze e quel che conta, al di là della presenza o meno di Grillo che è sempre il fondatore e garante del movimento, è il lavoro di gruppo indispensabile per essere la seconda forza politica sul territorio nazionale.

Se è vero che il Pd resta il partito più votato e prende cinque regioni su sette è anche vero che perde 2,1 milioni di voti rispetto al 2014, in Liguria è sconfitto e regala la Presidenza della Regione a Giovanni Toti sostenuto da Forza Italia e da una Lega oltre il 20% e in Veneto viene addirittura doppiato dal Carroccio con un trionfante Zaia che porta a casa il 50,08% e asfalta la Moretti che si ferma al 22,74%.

A questo punto è inevitabile pensare alle prossime elezioni politiche e a chi sarà lo sfidante diretto di Renzi dato che con la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum, il premio di maggioranza verrà dato alla lista e sarà possibile il ballottaggio tra i due partiti che prenderanno più voti. Per fare un’ipotesi verosimile bisognerebbe capire se la metà degli italiani continuerà a non sentirsi rappresentata da questa classe politica e continuerà a disertare le urne e se le questioni che preoccupano di più i cittadini continueranno a essere quelle di oggi.

La paura degli immigrati e dei rom sulla quale Salvini ha costruito gran parte della sua campagna elettorale ha avuto un peso enorme sul risultato di queste elezioni con la Lega che è passata dal 3,4% di un anno fa al 15,20% nelle regioni del nord e anche del centro.

Il problema immigrazione non è certo risolvibile in tempi brevi e gli italiani disposti a comprendere la gravità di tragedie come quella avvenuta nel Canale di Sicilia dove hanno trovato la morte più di 900 esseri umani che scappavano da guerre, fame e persecuzione sembrano diminuire di giorno in giorno mentre sembra aumentare il numero di coloro che pensano che sparare ai barconi sia la soluzione di tutti i nostri problemi.

Episodi come quello dei tre rom in fuga su un auto che hanno investito 9 persone uccidendone una hanno contribuito ad accentuare il clima di odio ed intolleranza verso gli immigrati e la massiccia presenza di Salvini in tutti i talk show televisivi ad ogni ora del giorno e della notte ha amplificato senza scrupoli proprio questo genere di sentimenti inducendo persino uno come Adriano Celentano ad esprimere, seppur in forma provocatoria, il suo appoggio al segretario della Lega.

Il fatto che non si possa prescindere dalla televisione per prendere voti però ormai è cosa acclarata anche per il M5S che negli ultimi tempi non ha disdegnato salotti e trasmissioni varie per portare avanti le proprie battaglie. Se Di Maio e i suoi riusciranno a far presa su chi è sotto ricatto di una disoccupazione che nel nostro Paese non accenna a diminuire e su un livello di impunità che permette a condannati e impresentabili di candidarsi e a personaggi senza scrupoli di comprare voti a 20 euro, potranno fare del reddito di cittadinanza e della lotta per la legalità un argomento ancora più forte della paura degli immigrati che nell’immaginario degli elettori del Carroccio (e non solo) quando non vivono negli hotel a cinque stelle serviti e riveriti, sono venuti qui per rubarci il lavoro.