“I ragazzi – aggiunge – danno la percezione di una certa sicurezza a prima vista, in realtà si tratta di una sicurezza solo apparente, indice di fragilità, per lo più perché quell’albergo ha una modesta insonorizzazione. Questo significa che è inverosimile che nessuno abbia sentito nulla”. Eraldo Stefani, il legale nominato dai genitori di Domenico Maurantonio, il 19enne caduto per cause ancora misteriose dal quinto piano di un hotel di Milano, non crede alla ricostruzione fatta dai compagni di classe del ragazzo.

“Non sta in piedi”, spiega l’avvocato, che aggiunge: “Nell’ambito dell’indagine difensiva fatta per conto della famiglia appare che ad un certo punto tutto si blocca intorno alle 5. I ragazzi che ho sentito ricostruiscono i fatti fino ad un certo punto, poi tutto si ferma perché tutti fanno dell’altro”. Già nei giorni scorsi i genitori della vittima avevano chiesto ai compagni di raccontare quanto accaduto nella notte del 9 maggio.

L’avvocato si augura che “questi ragazzi portino il più possibile a completezza le loro narrazioni, perché ogni giorno che passa getta ulteriori ombre su questa vicenda”. Poi svela un’altra circostanza. “Sempre nell’ambito delle indagini difensive ho scoperto che la classe si è incontrata fuori dalla scuola in un ambiente privato subito dopo la tragica gita. Di certo in questa indagine devono essere ‘attenzionati’ i ragazzi, ma anche i professori, la scuola nel suo insieme, le istituzioni al di sopra della scuola e i genitori dei ragazzi”.

“Si tratta – conclude – di giovani prossimi alla maturità, un esame per il quale devono evidenziare valori di senso civico, cultura della legalità, senso di giustizia e valore dell’amicizia. Gli amici veri di Domenico devono fare di tutto per aiutare gli investigatori. Non è verosimile quanto è emerso fino ad oggi. Questi ragazzi diano una vera dimostrazione della loro maturità”.