“Oggi celebriamo l’inizio di un nuovo capitolo della lunga e ricca storia che lega il nostro gruppo al Brasile”. Il presidente di Fiat Chrysler, John Elkann, ha così commentato l’inaugurazione del nuovo stabilimento Jeep di Goiana, in Brasile. “E’ una storia di successo, che ci ha visto crescere insieme da ormai quasi 40 anni, fino a conquistare la posizione di leader nel mercato nazionale. Grazie all’unione di Fiat con Chrysler, oggi siamo più forti, e soprattutto siamo pronti a lanciare una nuova, grande sfida: realizzare qui, a Pernambuco, il nostro più grande progetto di sviluppo industriale per far crescere Jeep a un livello mai raggiunto”, ha aggiunto. “In tutte le mie esperienze in giro per il mondo – gli ha fatto eco Sergio Marchionne – è qui, a Pernambuco, che ho visto compiere la rivoluzione più grande. E’ iniziata cinque anni fa, quando abbiamo creduto che nel mezzo di una distesa di canne da zucchero si potesse creare uno degli stabilimenti più competitivi al mondo. Poi è stata scritta, passo dopo passo, dalla gente di qui. Oggi non celebriamo un polo industriale, un marchio o un prodotto”.

Quella di Goiana, la seconda in Brasile dopo quella di Betim, è la prima fabbrica inaugurata dopo la nascita di Fca. I lavori di costruzione sono durati circa due anni e mezzo e l’investimento complessivo è stato di 7 miliardi di reais, cioè oltre 2,2 miliardi di euro, di cui circa un miliardo di euro per lo stabilimento Jeep, 650 milioni di euro per il parco dei fornitori e il resto per lo sviluppo dei prodotti e altri investimenti. Cifre importanti per il settore automobilistico brasiliano, che ha fatto segnare negli ultimi mesi una flessione dovuta al rallentamento dell’economia verdeoro. La nuova fabbrica, dotata di 700 robot (650 in lastratura, 40 in verniciatura e 10 al montaggio), si estende su un’area coperta di 260 mila metri quadrati e ha una capacità produttiva di 250mila veicoli all’anno, che nel 2015 dovrebbe attestarsi a quota 100mila.