L’inchiesta per corruzione sulla metanizzazione di Ischia, che nelle scorse settimane aveva coinvolto la coop Cpl Concordia, passa ufficialmente alla procura di Modena. I pm di Napoli hanno infatti inviato in queste ore i faldoni dell’inchiesta al procuratore aggiunto Lucia Musti (che in questo periodo fa le funzioni di procuratore capo), che seguirà l’inchiesta assieme ai sostituti Pasquale Mazzei e Marco Niccolini.

I magistrati emiliani hanno reiterato nuovamente la richiesta di misura cautelare al Gip di Modena, che nel giro di pochi giorni deciderà se lasciare in carcere i tre indagati in questione: Nicola Verrini, Francesco Simone e di Maurizio Rinaldi, tutti ex dirigenti di Cpl Concordia o di società controllate. Per loro il tribunale del Riesame di Napoli una settimana fa aveva disposto che l’indagine passasse dalla procura partenopea a quella emiliana per un difetto di competenza territoriale. Infatti proprio a Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena (dove ha sede la Cpl) si radicherebbe la presunta associazione a delinquere, uno dei reati di cui sono accusati i tre indagati. Ora anche per gli altri nove indagati a giorni potrebbe essere deciso lo spostamento: tra loro c’è anche Roberto Casari, fino a gennaio 2015 presidente della coop rossa per ben 39 anni.

Intanto, mentre le indagini ripartono dall’Emilia, il consiglio di amministrazione di Cpl Concordia si presenterà interamente dimissionario alla assemblea dei soci del 29 aprile. Una decisione che, si legge in una nota della coop, mira a “favorire il ricambio di tutti i suoi membri”. Dunque anche la presidenza di Mario Guarnieri, eletto a gennaio dopo i 39 anni di guida di Casari, sembra destinata a essere molto breve. La nuova dirigenza potrebbe vedere l’arrivo anche di figure esterne. La nota della Cpl spiega infatti che “all’assemblea verranno proposte anche autorevoli figure esterne le quali potranno concorrere alla carica di legale rappresentante”.

La decisione del ricambio ai vertici arriva dopo che alla base della cooperativa di Concordia molti soci avevano dichiarato di volere un vero e proprio “azzeramento della direzione”. “Noi soci non possiamo e non vogliamo restare inermi innanzi a quanto sta accadendo e a quanto siamo venuti a conoscenza, poiché con il nostro lavoro e con il nostro impegno abbiamo contribuito a fare crescere la cooperativa dove tutti lavoriamo e in cui tutti abbiamo versato per anni tutti i nostri risparmi”, scrissero alcunio soci anonimi. La prossima dirigenza, spiega anche la nota Cpl, dovrà dare “prospettiva e solidità all’azienda e al lavoro dei suoi 1800 dipendenti”.