Gli iscritti hanno deciso che il Movimento 5 Stelle voterà contro il ddl Anticorruzione a Palazzo Madama. Passa la linea dura, nonostante anche i grillini abbiano attivamente partecipato all’elaborazione del disegno di legge e nonostante alcuni di loro durante la discussione degli articoli del provvedimento abbiano già votato a favore. “Ha detto no l’80,3 per cento degli iscritti”, si legge sul blog. “Si è espresso a favore della legge il 19,7 per cento degli iscritti. Hanno partecipato alla consultazione 27.124 persone”.

Nelle stesse ore a Palazzo Madama l’assemblea ha votato a favore dell’aumento delle pene per i boss di associazioni mafiose armate e ha calendarizzato per il primo aprile il voto definitivo. Il provvedimento, dopo 734 giorni di attesa, è arrivato in Parlamento e il M5S ha deciso di chiedere ai suoi come comportarsi per evitare spaccature. Ma il referendum online potrebbe invece avere l’effetto contrario. In molti tra i senatori avevano detto di essere intenzionati a sostenere comunque il disegno di legge, mentre i colleghi alla Camera non avevano nascosto malumori e perplessità sui cedimenti. “Due passi avanti sono meglio di nulla”, aveva scritto su Facebook in mattinata Mario Giarrusso, “ma soprattutto sono il frutto delle nostre e vostre pressioni. Senza di noi e di voi cittadini non avrebbero fatto nemmeno questi due timidi passi avanti. Votate quindi si con la convinzione che solo i vostri calci nel culo hanno costretti questi a smuoversi. Prendiamoci quindi questo risultato. Il nostro risultato”. Ma a creare problemi ai grillini è il fatto che il provvedimento sia stato modificato più volte: “Grasso ritiri la firma, la norma è stata svilita”, aveva detto Luigi Di Maio“Il governo ci stupisca e si apra alle modifiche”.

Se già il vicepresidente della Camera non fosse stato abbastanza chiaro, Grillo proprio nel post di presentazione del referendum aveva affossato la legge: “Il ddl è un pacchetto di norme oggetto di varie modifiche, accorpamenti e divisioni da parte del governo nel corso di questi anni. Con il risultato che mercoledì in aula avremo un testo deficitario“. Il referendum si è aperto in mattinata e si è concluso alle 19. Sul sito del leader M5S si spiegava l’evoluzione del testo base: “Due anni fa Grasso presentava una proposta di legge sull’anticorruzione per la riforma di alcuni significativi istituti in materia di: aumento di pene per i reati di corruzione, di pena per il reato di scambio elettorale politico mafioso, l’introduzione del reato di autoriciclaggio, estensione dell’agente sotto copertura anche per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio, reintroduzione del reato di falso in bilancio, ecc”.

Resta da vedere come accoglieranno la decisione della rete i senatori grillini. “Il referendum?”, ha detto Vito Crimi all’Adnkronos. “Una parte di noi voleva la lotta dura, un’altra era per l’’accontentiamoci’. Con il voto della base abbiamo fugato ogni dubbio”. Ma il clima resta molto teso e i parlamentari si sono riuniti in assemblea. Tra i punti che lasciano malcontenti in molti c’è la certificazione del voto online che era stato promesso a dicembre scorso e che ancora non è arrivata.

Non è la prima volta che il voto della rete arriva per prevenire le rotture all’interno del Movimento 5 Stelle su temi delicati. Il caso storico è stato quello per l’abolizione del reato di immigrazione clandestina: gli iscritti si espressero a favore dopo che l’emendamento a firma M5S era stato bocciato dagli stessi Grillo e Casaleggio. Non da ultimo invece le unioni civili: tematica molto discussa nel Movimento, la rete ha chiesto che i grillini votino a favore del provvedimento ora in commissione. E così è stato in entrambi i casi.

Invito a votare si.Il perché è molto semplice. La legge prevede aumenti di pena per la corruzione e la concussione,…

Posted by Mario Michele Giarrusso Cittadino a 5 Stelle on Martedì 31 marzo 2015