Il governatore delle Marche Gian Mario Spacca correrà per il terzo mandato. “Un grazie davvero grande per  la disponibilità a candidarsi per il progetto di Marche 2020”: così ne ha dato l’annuncio il presidente dell’Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi in conferenza stampa al tavolo con il coordinatore regionale di Ncd, Francesco Massi, e l’ex parlamentare Udc, Amedeo Ciccanti (esponente Udc favorevole all’accordo con Marche 2020 e Ncd). L’attuale presidente della Regione Marche non si ricanderà infatti con il Partito Democraticole cui primarie del primo marzo hanno visto prevalere il candidato Luca Ceriscioli. “Sono stato iscritto al Pd per tre anni, ma vengo dalla Margherita, sono stato eletto con una lista civica e come presidente sono espressione di una coalizione, non del Pd. Io mi sono sono sempre sentito espressione di una alleanza di governo”. La ricandidatura vedrà quindi coinvolto Spacca in una coalizione centrista con Marche 202o e l’appoggio di Area Popolare: “Da domani – ha aggiunto Spacca – confronto con tutti a partire dalle liste civiche. E confronto anche con gli altri candidati presidenti sui problemi della Regione”.

“Ricerca ossessionata di una candidatura”. Il segretario regionale del Pd, Francesco Comi, parla di “tradimento” e “mancanza di pudore” in merito alla decisione di Spacca di ricandidarsi con gli avversarsi della coalizione con la quale sta governando e ne chiede le dimissioni. “Ha abbandonato il Pd, che non concede deroghe ad alcuno, perché crede nel valore del ricambio. Come può oggi Spacca pensare di continuare a governare con il centrosinistra e di candidarsi con le forze che sono alla nostra opposizione? Coerenza vorrebbe che si dimettesse subito. Abbia il coraggio di farlo”. Immediata la risposta del governatore:  “Non credo che ci sia la necessità di dare le dimissioni, tra poco la legislatura sarà finita e per la Regione ci sarà solo l’ordinaria amministrazione”.  Intanto per lunedì pomeriggio Comi ha convocato la Segreteria regionale del Pd, e, d’intesa con il capogruppo, anche il Gruppo consiliare in Regione.

Gian Mario Spacca, governatore delle Marche dal 2005 e coinvolto in un’indagine per peculato legata alla presunta irregolarità dei rimborsi in Regione, si troverebbe a fare i conti con il suo terzo mandato. Dopo i casi di  Roberto Formigoni e Vasco Errani, vincitori al terzo mandato in Lombardia ed Emilia Romagna, la questione è ancora controversa perché la ricandidatura sarebbe contrastante con l’articolo 2 della legge 265/2004, che stabilisce la non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo. Per altra dottrina, invece, la normativa di principio non sarebbe immediatamente applicabile in assenza di una legge elettorale regionale di recepimento. Per Errani e Formigoni i giudici si sono espressi a favore dell’elezione scegliendo proprio questa seconda interpretazione.