L’ex terrorista rosso Cesare Battisti è stato arrestato dalla polizia federale brasiliana. Lo riferisce il suo legale all’Ansa annunciando “stiamo preparando la sua difesa”. L’arresto è avvenuto in relazione al provvedimento di allontanamento dal paese dell’ex terrorista ed è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il servizio cooperativo internazionale di Polizia (Scip) e la polizia federale brasiliana. L’ipotesi più accreditata – secondo quanto si apprende – è che Battisti possa essere ora trasferito in Francia. Dunque, per lui, un rientro in quella che fu già una prima terra di rifugio ma da dove dovette fuggire per evitare un’estradizione certa, riparando nel 2004 in Brasile.

La notizia irrompe in serata ed è l’effetto della decisione del Supremo tribunale di giustizia brasiliano che il 3 marzo scorso ha respinto il ricorso dell’ex terrorista per la revisione di una condanna per uso di falsi timbri sul passaporto. Battisti, al centro di polemiche infuocate per il rifiuto del paese sudamericano di estradarlo, era da tempo a rischio espulsione. La legislazione, infatti, prevede questa misura per chi falsifica documenti per ottenere l’ingresso o la permanenza nel Paese.

Condannato all’ergastolo in contumacia da un tribunale italiano per quattro omicidi compiuti negli anni ’70, Battisti fu arrestato aRio de Janeiro nel 2007. La richiesta di estradizioneproveniente dall’Italia è stata rifiutata nel gennaio 2009 dall’allora ministro della giustizia Tarso Genro che creò un’aspra polemica fondando la sua decisione sul timore di una persecuzione di Battisti in Italia per le sue idee politiche. La Corte Suprema annullò nel novembre dello stesso anno la delibera di Genro concedendo l’estradizione condizionata però alla decisione finale del presidenteLuiz Inacio Lula da Silva. Come ultimo atto, al termine del suo secondo e ultimo mandato il 31 dicembre 2010, Lula decise per il no all’estradizione, decisione ratificata con la libertà all’ex membro dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) concessa dal Supremo Tribunale Federale l’8 giugno 2011.

Da militante dell’estrema sinistra italiana ad autore di noir di successo, dalla lotta armata alla penna. Battisti, 59 anni, una vita da fuggiasco in mezzo mondo dopo attentati, condanne, carcere e fughe, è ormai da un  tre anni un uomo libero in Brasile. Il lungo caso giudiziario a colpi di ricorsi si è concluso con la liberazione e la concessione, due anni fa, di un visto di permanenza nel paese che gli garantisce gli stessi diritti dei brasiliani ad eccezione di quello di voto ed eligibilità. Poi i documenti falsi, che rischiano ora di mettere la parola fine alla lunga latitanza.