Ogni tanto anche un giudice può far sorridere Fabrizio Corona. Dopo la sentenza della Cassazione, che lo scorso 28 gennaio, ha annullato lo sconto di pena l’ex re dei paparazzi è stato prosciolto a Milano dall’accusa di dichiarazione infedele dei redditi. Il giudice monocratico della II sezione penale del Tribunale di Milano ha dichiarato infatti il “non luogo a procedere per difetto di estradizione”, accogliendo una eccezione sollevata dalla difesa. Corona, che ha chiesto la grazia parziale alla presidenza della Repubblica ed è detenuto nel carcere di Opera, era accusato di un’evasione fiscale da circa un milione di euro relativa al 2007.

Il pm di Milano Eugenio Fusco durante l’udienza si è rimesso alla valutazione del giudice sull’eccezione sollevata dall’avvocato Ivano Chiesa. Secondo la tesi del difensore di Corona, estradato dal Portogallo nel gennaio 2013 in seguito alla condanna a 5 anni per estorsione ai danni dell’ex calciatore della Juventus David Trezeguet, sarebbe stato violato il ‘principio di specialità’ stabilito dall’articolo 14 della Convenzione europea di estradizione. Principio che in sostanza vieta di procedere nei confronti dell’estradato per fatti anteriori o diversi da quelli per i quali è stata concessa l’estradizione.

La richiesta di estradizione, infatti, non riguardava il reato di dichiarazione infedele dei redditi, commessa negli anni precedenti alla sentenza per il caso Trezeguet. Non sarebbe stata inoltre attivata una “procedura di estradizione suppletiva” che avrebbe consentito la “procedibilità dell’azione penale” per il reato fiscale. Il difetto di procedura ha portato quindi al proscioglimento del fotografo, che si trova in carcere in seguito alle condanne per diversi reati. Grazie alla stessa eccezione sollevata dalla difesa, Corona era già stato prosciolto in appello lo scorso 2 ottobre dall’accusa di omessa dichiarazione dei redditi relativa ad altri anni d’imposta, per la quale era stato condannato in primo grado a un anno di reclusione. Il fotografo, inoltre, era già stato assolto in primo grado dal Tribunale di Milano dall’accusa di una presunta evasione fiscale da un milione e 300mila euro compiuta tra il 2007 e il 2008 nell’ambito delle attività della sua agenzia.