I giovani del Pd, dopo anni alla finestra a formarsi politicamente, in Emilia Romagna chiedono di mettersi alla guida del partito per rinnovarlo e farlo tornare il partito di prima, quando ancora il distacco tra la base e i dirigenti e le urne vuote erano solo utopie. Il Congresso regionale del Pd per eleggere il nuovo segretario si avvicina (domenica 19 aprile si terranno le primarie) e i giovani amministratori e segretari hanno lanciato un appello e creato l’organizzazione politica “Eccoci” che ha convocato per il 28 febbraio a Bologna, un’assemblea aperta in cui verranno elaborate “50 idee per il Pd dell’Emilia Romagna”. Si terrà alle 15.30 al circolo Gd “Ragazzi di Utoya” e parteciperanno circa 200 giovani amministratori. “Siamo ragazzi e ragazze che sono cresciuti dentro il Partito Democratico che credono che questo sia il momento per una generazione per mettersi in gioco e cambiare il partito” spiegano i firmatari dell’appello che, in pochissimo tempo, ha raggiunto già 100 sottoscrizioni. “Siamo nelle amministrazioni, nei circoli, nelle feste e nelle federazioni, siamo una parte integrante del Pd e non vogliamo più essere “i candidati più giovani” o i “segretari più giovani” e poi essere messi in secondo piano dal giorno dopo. Noi non siamo il futuro del Partito, siamo il suo presente. E vogliamo contare”.

Tra i primi firmatari dell’appello la parlamentare modenese Giuditta Pini che molti danno in pole position per il Congresso regionale con il compito, appunto, di rappresentare la nuova linfa del partito. Un partito a cui i giovani propongono un “patto generazionale” tra chi governa la Regione, tutti sui 40 anni, e la classe dirigente dei 30enni che si è formata in questi anni e che porterebbe in dote idee attuali su temi come il precariato e il diritto allo studio, portando il rinnovamento in Emilia Romagna. Hanno firmato l’appello anche Alberto Aitini e Vinicio Zanetti, segretari provinciale e regionale dei Giovani Democratici e tanti giovani assessori e consiglieri comunali sparsi per tutta la Regione.

Il Pd dell’Emilia Romagna, però, da questo orecchio pare non sentirci. Il paradigma di rottamazione di Renzi – che ha dato spazio nel suo governo anche ai trentenni – nella regione dove è più forte l’apparato non decolla. Così, ai piani alti del Pd, si pensa già di eleggere come segretario regionale Paolo Calvano che avrebbe così un doppio ruolo (è già capogruppo in Regione) oppure Michele De Pascale, segretario del Pd di Ravenna e coordinatore della campagna elettorale di Bonaccini. Entrambi godono dell’appoggio del governatore. Calvano potrebbe assicurarsi il sostegno anche dei supporter alle primarie dell’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, mentre il bersaniano De Pascale metterebbe insieme i cuperliani e i renziani della seconda ora.

I giovani però dicono di essere stanchi di divisioni per correnti e di poltrone assegnate con il manuale Cencelli. “La politica – spiega a ilfattoquotidiano.it Alberto Aitini – deve tornare a dare risposte ai cittadini e non solo gestire il potere. I giovani amministratori del Pd hanno un rapporto diretto con le persone, mentre la generazione di politici che è venuta prima di noi ha portato alla disaffezione verso la politica, basti vedere l’altissimo grado di astensione alle elezioni regionali. Noi non vogliamo spaccare il partito ma riportarlo a come era prima, vicino alla gente e pronto a dare voce alle istanze dei cittadini”. “Il partito – dice chiaro e tondo Aitini – prima  investiva sulle nuove generazioni dandogli fiducia, basti vedere l’esempio di Bersani, ora invece cerca di fare fuori i cosiddetti giovani (molti hanno già 30 anni) e li vede come una minaccia”. “Noi – conclude – non vogliamo candidare un nome in particolare ma che venga dato spazio alla nuova generazione di amministratori”.

“L’organizzazione “Eccoci” – spiega Vinicio Zanetti – è nata per aggregare una nuova generazione che vuol parlare di politica in vista del Congresso regionale che sarà un momento fondamentale per il Pd. Vogliamo discutere di come vogliamo il Pd nei prossimi anni, di sicuro dovrà essere al passo con i tempi”. “Le scorse elezioni regionali – spiegano i ragazzi di “Eccoci” nell’appello che hanno lanciato – con il 63% dei cittadini che ha rinunciato al diritto di voto, ci fanno dire che la nostra voce non trova più il canale per arrivare alle persone e che il patto politico e sociale che ha portato la nostra regione a essere una delle più ricche d’Europa, attraverso la politica, si è infranto. La bassissima partecipazione alle primarie per la scelta del presidente della Regione, il tesseramento in caduta costante, dimostrano che il “Partitone” attraversa una crisi gravissima. O ripartiamo da questi dati oppure la nostra discussione sarà un’occasione sprecata”. “Quello che vediamo, invece,  – denunciano – è un partito che teme la discussione e si chiude in dinamiche di corrente senza politica”. Il sogno della nuova generazione del Pd è  “un partito che sappia rimotivare una militanza ormai stanca e delusa ed attrarne una nuova. Che sia stimolo e sostegno per un governo regionale, che ha la responsabilità di rinnovare il “modello emiliano”. C’è bisogno di un cambiamento profondo, possibile solamente avendo il coraggio di essere protagonisti nel congresso regionale di questa discussione”.

Insomma, i giovani del Pd dicono che questa volta non ci stanno ad essere messi da parte e vogliono che, in vista del Congresso, si parli di politica e non di poltrone. Finora, nessun politico di peso del Pd emiliano-romagnolo o dirigente ha dichiarato il proprio sostegno all’organizzazione “Eccoci” e all’appello dei giovani democratici.